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Le ‘Calendar Girls’ in posa al Teatro Carignano di Torino

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Commedia di culto ispirata a un fatto realmente accaduto, alla fine degli anni ’90 in Inghilterra – e che fece molto clamore – Calendar Girls racconta la vicenda di un gruppo di signore di mezza età, appartenenti a un associazione femminile di matrice religiosa, le quali realizzano un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza.

L’iniziativa è clamorosa e la notizia si diffonde in tutta la Gran Bretagna: le modelle che posano nude per il calendario sono le mature animatrici del Women’s Institute di un paesino dello Yorkshire; la location dello shooting fotografico è la sede dell’associazione. Il calendario raccoglie oltre un milione di sterline e ha una straordinaria diffusione, così come la commedia scritta da Tim Firth, che è diventata un film ed è stata rappresentata nei teatri di tutta Europa, sempre con enorme successo.

Questo è il primo allestimento in Italia, che vede un’entusiasmante e portentosa Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce a una provocatoria “femmina alfa” di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità. Dopo la morte –  a causa di una devastante leucemia – del marito di Annie (Laura Curino, più pacata e riflessiva, ma che si dimostra una delle più disinibite e giocherellone nella scena della propria posa per il calendario), sua amica da una vita, sarà lei a ideare il calendario e a trascinare le amiche nella realizzazione del progetto per raccogliere fondi a favore della ricerca oncologica.

AGD 2015-06-11 CALENDAR GIRLS

La regia di Cristina Pezzoli è coinvolgente, pur senza eccessi, con un primo atto (preparazione e ideazione del calendario) davvero scoppiettante e un secondo tempo (successo dell’iniziativa e relative conseguenze) più da “film in salotto”.

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Gradevoli i costumi di Nanà Cecchi; le musiche di Riccardo Tesi creano un’adeguata atmosfera e oltretutto svelano la propensione al canto dell’intero cast.

Un’ulteriore garanzia di leggera spensieratezza è la presenza di Ariella Reggio nel ruolo della maestra elementare – ormai abbondantemente in pensione – del paesino.

E tutte le altre interpreti non sono da meno, come ad esempio Matilde Facheris, nel ruolo di Cora (se non altro, per l’impulso musicale che il suo ruolo dà allo spettacolo).

Una commedia garbata, che con il sorriso è in grado di trasmettere messaggi importanti, anche quando la realtà da cui attinge di spensierato ha ben poco. Repliche al Teatro Carignano di Torino fino al 20 dicembre.

Roberto Mazzone

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