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Da Molière alla Shammah, Il malato immaginario è sempre attuale

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La regista Andrée Ruth Shammah ha ripreso la stagione scorsa uno storico allestimento del Malato immaginario di Molière, in scena al Teatro Carignano di Torino per la stagione 2015/2016 dello Stabile cittadino fino a domenica 8 novembre.

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Gioele Dix veste con ironia e con un appropriato pizzico di arguzia il ruolo di Argan. La paura della malattia rende cieco il protagonista, incapace di comprendere la falsità delle persone intorno a lui (dallo stuolo di medici e farmacisti che lo circondano fino alla seconda moglie che lo ha sposato solo per interesse) così come di apprezzare chi realmente lo ama (suo fratello Beraldo, l’infermiera Tonina e le figlie Angelica e Luisona, entrambe interpretate da Valentina Bartolo).

Nel primo atto Argan annuncia alla figlia Angelica di averle combinato un matrimonio con Tommaso Purgone, il figlio imbranato di un “luminare”: legarsi a una famiglia di medici potrebbe infatti risultare vantaggioso per Argan. Angelica è però innamorata del giovane Cleante, il quale fingendosi un maestro di musica, si intrufola in casa di Argan nel giorno stabilito per far incontrare i due promessi e, con lo stratagemma di un’azione scenica, dichiara di fronte a tutti i presenti il suo amore per Angelica e il grande dolore per la situazione che si è venuta a creare.

Per risolvere la situazione, nel secondo atto, la dolce, ma risoluta serva Tonina (Anna Della Rosa) cerca l’aiuto di Beraldo (Pietro Micci), fratello di Argan, il quale – rivolgendosi spesso anche al pubblico – diventa una sorta di alter ego di Molière, criticando le incrollabili certezze del sapere medico.

Argan ascolterà un ulteriore parere medico (la stessa Tonina travestita da uomo) e alla fine si lascerà convincere a fingersi morto per appurare chi veramente ha a cuore la sua salute.

Nonostante lo svolgersi dell’intreccio, tra stratagemmi e colpi di scena, il secondo atto subisce un evidente rallentamento del ritmo, rispetto al primo, dove al pubblico risultano già chiari tutti gli elementi che condurranno al lieto fine la commedia.

Magistrale l’interpretazione di Anna Della Rosa, che nelle scene in coppia con Gioele Dix dà veramente il meglio di sé, come con Valentina Bartolo nel momento in cui Angelica e confida di essere innamorata di Cleonte. Particolarmente apprezzate le abilità oratorie “a prova di imbecille di Frangesco Brandi nei anni di Tommaso e la padronanza scenica di Francesco Sferrazza Papa nell’affrontare un’efficace momento di teatro nel teatro.
Giudizio positivo su scene e costumi di Gian Maurizio Fercioni, mentre le musiche di Michele Tadini e Paolo Ciarchi sembrano insinuarsi di tanto in tanto nell’azione scenica, distraendo da ciò che accade sul palco.

Roberto Mazzone

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