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27 ottobre 1879: inaugurato il Monumento al Traforo del Frejus

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Monumento al Traforo del Frejus
Monumento al Traforo del Frejus

Al centro di piazza Statuto, una delle principali di Torino, sorge il Monumento al Traforo del Frejus. La concezione di tale opera, volta a celebrare  la realizzazione del Traforo ferroviario che collega l’Italia e la Francia attraverso il monte omonimo, è frutto dalla mente di Marcello Panissera di Veglio (all’epoca presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti), mentre la sua realizzazione porta di firma di Luigi Belli.

Parliamo di una fontana dal cui centro si innalza una piramide di grossi blocchi di pietra estratti proprio durante gli scavi del traforo. A sormontare questi massi vi è posto un genio alato in pietra bruna che porta sul capo una stella rovesciata a cinque punte; in una mano regge una penna, l’altra punta aperta verso il basso.

Dietro di lui una pergamena che reca i nomi dei tre ingegneri a capo del progetto del traforo, celebrati anche da una placca ad altezza uomo. Accasciate sulla piramide vediamo figure umanoidi in marmo chiaro rappresentanti dei titani sconfitti. Il genio alato rappresenta la scienza e l’opera vuole esprimere il trionfo della ragione sulla forza bruta.

Genio alato della scienza
Genio alato della scienza

 

Inaugurato il 26 Ottobre del 1879, il monumento è noto praticamente alla totalità dei Torinesi, ma forse non tutti sanno a cosa o a chi è dedicato, complice la ben nota fama di città “magica” di cui gode il nostro capoluogo, la vicinanza al piccolo obelisco che gli esoteristi fanno coincidere col vertice di uno dei due triangoli magici che coinvolgono Torino (e precisamente quello della magia nera, insieme a Londra e San Francisco) e il fatto che l’opera non ricorda per nulla l’evento a cui è legata.

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Alcuni vedono nelle rappresentazione delle statue un’allegoria intrisa di significati massonici sulla difficoltà per l’uomo al raggiungimento della conoscenza, dove le statue bianche sono in realtà persone che tentano un’ardua scalata verso tale agognata meta.

Altri invece hanno voluto vedere nel Genio l’immagine di Lucifero, colui che da portatore di luce si trasforma nell’angelo nero.

 

Dedica agli ingegneri responsabili del progetto
Dedica agli ingegneri responsabili del progetto

 

Leggende curiosità e opinioni che ognuno è libero di ignorare come di guardare con curiosità. Quello che invece è storia è la grandezza dell’opera di realizzazione del traforo, enorme per i tempi in cui è stata concepita ed eccezionale per i mezzi che si avevano a disposizione: un lavoro che vide impiegati più di 4000 operai. Così come, purtroppo, è storia la morte di 48 operai venuti a mancare tra incidenti ed un’epidemia di colera. Alla loro memoria nel 1971 è stato dedicato il monumento in questione.

 

Daniele De Stefano

 

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