Home Cronaca di Torino Il Salone del Libro “caccia” l’Arabia Saudita

Il Salone del Libro “caccia” l’Arabia Saudita

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Si parla molto del Salone del Libro in queste ultime settimane: qualche giorno fa la “soffiata” secondo cui i numeri degli ultimi anni potrebbero essere stati gonfiati. Oggi arriva una notizia destinata a lasciare non poche code polemica.

Il fatto: l’Arabia Saudita è stata esclusa dal Salone, di cui non sarà più ospite d’onore. Il motivo: la condanna a morte del 20enne, Al Nimr, per una manifestazione contro il regime cui ha preso parte quando era ancora minorenne.

Si è riunito il Cda della Fondazione che  presiede il Salone e ha deciso per il ritiro dell’invito. Si diceva, una decisione destinata ad alimentare polemiche, in verità esplose subito: l’Ambasciatore Saudita in Italia ha chiesto, nemmeno troppo pacatamente, di non interferire negli «affari interni» del Paese e a non dare lezioni in tema di diritti umani.  In altre parole, di farci gli affari nostri.

Circostanziando, peraltro, citando i 14 reati di cui Al Nimr è stato dichiarato colpevole, tra cui «molteplici attacchi armati contro mezzi della polizia, contro personale e stazioni di polizia con armi e bombe molotov, la creazione di cellule terroristiche armate, protezione e assistenza offerta a terroristi ricercati, ripetute rapine a mano armata a danno di negozi e farmacie, nonché reiterati attacchi a proprietà private e pubbliche».

Il Salone del Libro "caccia" l'Arabia Saudita

Ad ogni modo, al momento il Salone non ha un paese ospite, e probabilmente così sarà nel prossimo maggio. Altro tema in agenda, proprio quello delle presenza gonfiate: «Non siamo bancarottieri o falsari – così, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il direttore Ferrero -. Il Salone è uno degli eventi sul libro più accreditati, sempre più atteso da lettori ed editori che quest’anno hanno venduto, in media, il 15% in più del 2014, ed in un momento di continua crisi del settore librario. È vero, i numeri sono stati gonfiati, ma lo fanno tutti, pure gli editori con le fascette sui libri, anche perché spesso è difficile avere quelli esatti».
“E’ vero, i numeri sono stati gonfiati”. Mica male, come ammissione.
Redazione M24

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