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Riapre il teatro del carcere “Le Nuove” e racconta il femminicidio

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Rimasto chiuso per decenni, il teatro del carcere “Le Nuove”, (ingresso da via Paolo Borsellino 3) ha riaperto sabato 26 settembre, grazie all’associazione “Nessun uomo è un’isola”, che ha permesso la realizzazione di uno spettacolo – tristemente attuale del femminicidio.

Eugenio Gradabosco e Patrizia Pozzi

“Questa storia sbagliata” nasce dalla penna di Antonella Caprio, in passato testimone di una vicenda dai contorni simili (quando ancora il termine femminicidio non era stato coniato). Attraverso un faticoso lavoro di documentazione, il testo racconta la storia di una “donna-farfalla” (Patrizia Pozzi), che si abbandona totalmente al proprio partner al punto da non rendersi conto di ciò che succede nella realtà e della gabbia che lui le sta costruendo intorno; quando se ne renderà conto, sarà ormai troppo tardi…

Eugenio Gradabosco è un credibile “uomo-pioggia”, dalla personalità più complicata rispetto a quella di un bullo, uno per cui la vita non ha senso se non può sopraffare una donna, con un potere che egli ritiene essere quasi una concessione divina.

Due ruoli molto intensi, che hanno consentito al pubblico di percepire quella che è la cruda realtà in un’ottica comunque diversa da quella trasmessa attraverso le immagini ti un telegiornale o di un film.

Al termine dello spettacolo si è svolto un dibattito al quale hanno partecipato Antonio De Salvia (criminologo), Raffaella Giani (psicologa e psicoterapeuta, Antonella Caprio, Eugenio Gradabosco, Patrizia Pozzi (anche in veste di scenografa) e la scrittrice Stefania Pastori, la quale ha testimoniato una dolorosa esperienza di sofferenza e violenza, vissuta in prima persona alcuni anni fa.

La serata si ripeterà con le stesse modalità, il prossimo 31 ottobre.

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Roberto Mazzone

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