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Alla Galleria Sabauda domani si entra anche di sera

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Buona notizia per gli appassionati d’arte e di bellezze storiche di Torino. Domani, sabato 26 settembre, la Collezione Gualino sarà visitabile anche alla sera, all’interno della Galleria Sabauda.

Saranno organizzate anche visite tematiche, alle 22 e alle 23. L’occasione è ghiotta: visitare l’esposizione, a cura di Giorgio Ettore Careddu, dal titolo “Dipinti, sculture, oreficerie e arredi della Collezione Gualino” .


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Incentrato sulla raccolta donata dal noto imprenditore allo stato italiano nel 1930, il percorso rappresenta un excursus tra opere di arte occidentale e orientale, reperti archeologici e testimonianze pittoriche risalenti al Trecento e al Quattrocento.

Cos’è la collezione Gualino? Leggiamolo insieme. “Si deve all’industriale biellese Riccardo Gualino la donazione allo Stato italiano, nel 1930, di un importante nucleo di opere, appartenenti alla sua ricca collezione, che erano state già presentate al pubblico due anni prima, nella Regia Pinacoteca, in occasione di una mostra di grande successo curata da Lionello Venturi, professore di storia dell’arte dell’Università di Torino.

Si tratta di oggetti di arte occidentale e orientale, antica e moderna, appartenenti a diverse tipologie che arredavano le sue case museo, in particolare la villa settecentesca a Cereseto Monferrato che Gualino aveva fatto trasformare, agli inizi del Novecento, in un castello medievale in stile lombardo-piemontese con un gusto per l’eclettismo tipico dell’epoca.

Le opere, provenienti dal mercato antiquario, facevano parte di importanti lotti collezionistici quali Stroganoff, Simonetti e Sangiorgi.

Alla Galleria Sabauda domani si entra anche di sera

Tuttavia dopo il crollo finanziario dell’industriale la collezione, che per ragioni di spazio era stata ospitata presso la sua abitazione di via Galliari, venne smembrata: parte delle opere vennero vendute all’asta dall’intendenza di finanza, altre furono inviate, nel 1933, in deposito presso l’ambasciata di Roma a Londra.

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Solamente a partire dal dopoguerra, grazie anche all’intervento di Noemi Gabrielli, direttore del museo dal 1952, le opere tornarono a Torino e in parte furono riacquisite grazie anche all’appoggio economico del finanziere, che nel frattempo si era ripreso economicamente, dove furono allestite nel 1958 in Galleria Sabauda secondo il criterio espositivo di una casa-museo voluto dallo stesso Gualino”.
Appuntamento alla Galleria Sabauda, allora.

Redazione M24

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