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Torino esoterica: l’ alieno del Musinè

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L’alieno del musinè
L’alieno del musinè

[…] “se non esistessero i fiori
riusciresti ad immaginarli
se non esistessero i pesci
riusciresti ad immaginarli
in altre zone di questo universo
è facile da realizzare
che esiste tutto ciò che io non riesco
ancora ad immaginare “ […]

Queste parole sono un piccolo estratto di “Altre Forme di Vita”, una nota canzone dei Bluvertigo e di Morgan che fornisce un punto di vista, condivisibile o meno, riguardo l’esistenza degli extraterrestri.

Siamo soli nell’universo? Esistono razze più sviluppate di quella umana? Si mescolano in mezzo a noi? Ci spiano in segreto? Ci studiano? Ma soprattutto, sono ostili? Sono solo alcune delle domande più frequenti a riguardo, nonché gli interrogativi più gettonati che hanno messo in moto la fantasia di scrittori e sceneggiatori, facendo di quella aliena uno delle piste più calcate dalla fantascienza.

L’alieno del musinè

Lontani da voler fornire risposte a interrogativi tanto complessi, andiamo semplicemente a raccontare un avvenimento che ha per teatro la nostra città; un fatto tanto curioso da produrre un’eco che travalicò i confini nazionali, tanto particolare da meritare di essere narrato.

Nell’autunno del 1973 le redazioni di alcuni giornali ricevettero la notizia secondo cui Torino avrebbe ospitato la visita del grande maestro Absu Imaily Swandy, un’entità aliena di 256 anni che, dopo una breve permanenza per alcune conferenze ed incontri (compreso uno coi giornalisti), sarebbe ripartita con la sua astronave il 30 Novembre alle 18 dalle parti di San Giorgio Canavese. Il comunicato proveniva dal Sideral Intercontacts Center (S.I.C.), centro intercontatti siderali in italiano, che addirittura allegava anche una foto di Absu.

Come potrete ben immaginare la notizia fu trattata con un certo scetticismo, accentuato anche dal fatto che il suddetto incontro coi giornali, a causa di una serie di contrattempi che impegnarono il gran maestro, non vi fu mai.

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Fino a qui sembrerebbe una storia come tante altre, una di quelle leggende metropolitane che, soprattutto ai giorni nostri con l’avvento dei social network, si legge spesso. Ma andiamo avanti.

In quei giorni, molti giurano di aver visto Absu passeggiare per la città, in particolare nei pressi di via Po e di via Rossini (dove pare vi fosse la sede del SIC), alcuni vantavano anche una chiacchierara con lui o di averlo addirittura avuto ospite in casa propria. E più saliva il numero di avvistamenti più si scatenava la caccia all’alieno, culminata con una vera e propria battuta organizzata nella Torino sotterranea. Fanatici curiosi e scettici volevano vedere coi loro occhi lo strano personaggio, descritto come una persona anziana alta quasi due metri, lunghi capelli argentei e sguardo penetrante.

La cosa però che desta più curiosità nella vicenda è il fatto che, nel tardo pomeriggio del 30 di Novembre, i radar dell’aeroporto di caselle rilevino effettivamente “qualcosa” che solcava i cieli della città. Erano le 18.05 quando Giovanni Mezzelani, esperto pilota Alitalia con 9 anni di esperienza nell’aeronautica civile e circa 6500 ore di volo alle spalle, si sentì domandare dalla torre di controllo se vedeva in cielo un insolito oggetto. In quel momento si trovava a circa 6 km dall’aeroporto a circa 300 metri di altezza e si apprestava a fare atterrare un DC-9; la risposta fu affermativa, benchè le spiegazioni che diede in una successiva intervista per il mensile Panorama lascino aperta qualunque possibilità. Queste le sue parole:

«Secondo me poteva essere qualunque cosa, anche un satellite, ma certo non avevo mai visto una luce simile. E non so che cosa sia».

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L’alieno del musinè
L’alieno del musinè

Come lui centinaia di persone dichiararono di aver assistito a quella luce innaturale e la domenica del corriera pubblica addirittura una foto a colori del presunto ufo.

Non basta ancora. In seguito ai molti avvistamenti il Circolo della Stampa organizza un convegno di ufologia per il 14 di Dicembre e 3 giorni prima il S.I.C. fa pervenire un inquietante comunicato che afferma: «le cose non serie e i falsi profeti verranno cancellati con il fuoco. Arderà il Musinè». Durante il dibattito scoppiò un incendio proprio sulla montagna e pare che un cerchio di fuoco, che impegnò i pompieri varie ore prima di essere domato, fosse visibile a parecchi chilometri di distanza.

Una messa in scena ben organizzata? Forse. Chissà…

 

Daniele De Stefano

 

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