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Giovanni Battista Ceirano, il “prozio” della FIAT

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Giovanni Battista Ceirano, il pro zio della FIAT
Giovanni Battista Ceirano, il pro zio della FIAT

Forse il nome Giovanni Battista Ceirano non è esattamente tra i più noti, eppure questo pioniere dell’automobilistica, di cui oggi decorre l’anniversario della morte (avvenuta appunto a Torino il 24 Settembre nel 1912), gioca un ruolo fondamentale nella nascita della più grande industria italiana del settore. Ma andiamo con ordine.

Originario di Cuneo, primo di quattro figli di un orologiaio, si trasferisce coi suoi fratelli nel capoluogo piemontese all’età di vent’anni.

A Torino, e più precisamente in corso Vittorio Emanuele, apre un negozio adibito da prima alla vendita e alla riparazione di biciclette, poi alla loro costruzione con un proprio marchio che chiamerà Welleyes; la scelta di un nome dal suono tanto straniero era probabilmente dettata dal fatto che l’industria meccanica d’oltralpe era molto più sviluppata di quella nostrana, e un marchio che la richiamasse avrebbe potuto ispirare maggior fiducia nei potenziali acquirenti.

Gli sforzi di Ceirano però si rivolgono presto al settore automobilistico: nel 1895 brevetta una ruota per automobili denominata “rapid”, fornita di un sistema di smontaggio più veloce rispetto alle altre in commercio.

La ruota è un inizio, manca il resto.

Giovanni Battista Ceirano, il pro zio della FIAT

Così nel 1898 Giovanni realizza un primo prototipo di auto su progetto dell’ing. Faccioli, ma anche avviare una piccola produzione non è semplice, servono dei soci, ci vogliono finanziamenti: li troverà tra gli avventori del caffè Burello , storico locale di corso Vittorio Emanuele , crocevia per i commercianti in arrivo o in partenza dalla vicina stazione di Porta Nuova e luogo d’incontro per la borghesia della “Torino bene”.

Con alcuni di loro fonda l’ Accomandita Ceirano, nella quale trovano impiego tra gli altri un certo Vincenzo Lancia (che fonderà l’omonima casa automobilistica) e il pilota Felice Navarro. Nella neonata azienda vede la luce il prototipo sopracitato, chiamato (con grande fantasia) la Welleyes, che riscuote un discreto successo.

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Tuttavia l’Accomandita Ceirano è una realtà piccola, inadatta ad una produzione in serie, ed i buoni risultati del primo veicolo sono la prova che è il momento di spingere.

Da alcuni dei soci di Giovanni Battista, in accordo con personaggi di spicco dell’aristocrazia e della finanza torinese, nasce l’idea di una fabbrica che possa sostenere la produzione desiderata: è l’11 Luglio del 1889, sorge la Fabbrica Italiana Automobili Torino.

Più conosciuta come la FIAT.

Quattordici giorni dopo quest’ultima acquisisce per 30000 lire l’azienda di Ceirano con tutti i suoi brevetti, relegando quest’ultimo ad un posto come agente generale di vendite per l’Italia, incarico che lascerà nel 1901.

Se una tale esclusione di Giovanni Battista da progetto FIAT sia stata dovuta ad una mancanza di fondi o di sangue blu, non è dato saperlo per certo.

Daniele De Stefano

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