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Archivio storico d’eccellenza al Polo del ‘900

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Archivio storico d'eccellenza al Polo del '900
Archivio storico d'eccellenza al Polo del '900

Il Polo del ‘900 sarà inaugurato entro la fine del 2015 e al suo interno prenderà posto la documentazione di 12 archivi storici per un totale di 300mila volumi.

I nomi delle associazioni che metteranno piede nella cittadella della storia situata tra corso Valdocco e via del Carmine saranno le seguenti: ANCR – archivio cinematografico della resistenza; Centro Studi Bobetti; Centro Internazionale Primo Levi; Fondazione Donat-Cattin Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci; Fondazione Vera Nocentini; ISMEL; Istituto Salvemini; Istoreto – istituto per la storia della resisenza; Museo diffuso della resistenza; Rete italiana di cultura popolare; Unione culturale antonicelli.

Molti direttori hanno ceduto a malincuore i propri archivi al Polo del ‘900, in termini affettivi s’intende. D’altra parte però è l’unico modo per dare una sicurezza economica ai diversi reperti storici che, grazie alla fusione delle 12 associazioni, risentiranno meno gli effetti della crisi.

Un fondo comune sarà sicuramente più ingente delle attuali singole entrate di ogni ente; altri invece hanno rifiutato l’ingresso, come l’Associazione Partigiani perché, a sentire le parole del presidente dell’A.P. ed ex-sindaco di Torino Diego Novelli, pareva disonorevole finire in un sottotetto all’ultimo piano.

(continua sotto la foto)

Archivio storico d'eccellenza al Polo del '900
Archivio storico d’eccellenza al Polo del ‘900

La responsabile del progetto Sandra Alota, Compagnia San Paolo, ha ribattuto che l’intenzione non è certamente quella di inaugurare un cimitero delle carte ma un luogo con chiare iniziative culturali, prestito libri e spettacoli serali a tema aperti al pubblico. Motivo per cui saranno adibiti locali a mini teatro, sala audiovisivi, spazio mostre, bar, ludoteca e sala di coworking; quest’ultima istituita nella ex-caserma di San Celso dove rimarranno presenti gli attuali Istoreto e Museo della Resistenza.

Hanno messo piede all’interno del Polo anche Luca Cassiani e la commissione cultura da lui diretta palesando la necessità di “sfidare la memoria e il modo di conservarla in modo da far nascere sinergie tra diversi temi come la mafia, l’Europa o l’immigrazione”.

Impegno di notevole importanza per il futuro presidente della struttura che, ad oggi, vede candidati i nomi del professore di geografia economico-politica Sergio Soave e il direttore del Museo della Resistenza Guido Vaglio.

@Damiano Grilli

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