Home Cronaca di Torino 12 settembre 2015, è scomparso Salvo: l’artista di Torino

12 settembre 2015, è scomparso Salvo: l’artista di Torino

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E’ mancato il 12 settembre 2015  Salvatore Mangione, noto nel mondo dell’arte come Salvo.

La notizia della sua scomparsa all’età di soli 68 anni, ha rappresentato un momento di dolore per la città di Torino, sua patria di elezione sin dalla tenera età.

I suoi lavori di artista cominciano a farsi strada nelle gallerie italiane proprio partendo da Torino, quando nel 1970, potè esporre le sue produzioni alla Galleria Sperone; da quel momento in avanti la sua arte si sarebbe diffusa in tutta Italia.

Ma in cosa consistevano esattamente le sue creazioni?

Inizialmente Salvo si dedicava alla riproduzione di tele famose di Van Gogh, piuttosto che di Rembrandt e di svariati altri impressionisti, per poi passare ad uno stile più personalizzato e di stampo narcisistico con al centro la ricerca del suo io interiore.

L’unione tra i suoi studi internazionali e l’amicizia e le influenze con l’arte a lui contemporanea, portano la sua arte ad evolvere, fino alla creazione di opere uniche nel loro genere, come la serie di 12 autoritratti, ossia fotomontaggi, su immagini provenienti dai giornali.

Nei primi anni ’70 si era poi ancora assistito alla creazione di lapidi in marmo con scritte colorate e caratteristiche quali “Io sono il migliore” o “Salvo è vivo”, ma anche frasi in lingua assira antica e altre analoghe particolarità.

La sua carriera sarebbe poi proseguita con il riavvicinamento agli autoritratti, questa volta ispirati ai grandi pittori del passato, da cui sarebbero derivate opere quali “Autoritratto (come Raffaello)”; sarebbe poi andata oltre con la riscoperta dell’amore per i paesaggi, per i colori caldi e le linee morbide, che con il tempo permisero la realizzazione di opere ritraenti paesaggi di tutto il mondo.

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Pur essendo un grande viaggiatore la sua casa base rimase sempre Torino, dove nel 2007 gli venne dedicata una mostra antologica alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, a cura di Pier Giovanni Castagnoli. I paesaggi che maggiormente ritrasse nei suoi ultimi anni di lavoro, erano quelli raffiguranti l’astigiano dove in quel momento risiedeva.

Salvo è dunque stato un pittore e artista poliedrico che ha saputo lasciare un segno nella Torino amante di ogni forma di arte e nel resto dell’Europa degli ultimi trent’anni.

Torino è orgogliosa di avergli fatto da patria artistica.

Francesca Palumbo

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