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Da alberi a monumenti storici: le piante secolari di Torino

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Da alberi a monumenti storici: le piante secolari di Torino
Da alberi a monumenti storici: le piante secolari di Torino

Ci sono, in città, a ben cercare, numerosi alberi di valore storico.

Da adesso in poi, seguendo una legge nazionale, adesso diventeranno “alberi monumenti”. A Torino, come in ogni città (o meglio, in ogni Regione), si è fatto un censimento. Ecco un elenco di quelli che sono candidati a diventare monumento, con una nota di merito: Torino è stata la prima a effettuare il censimento.

Innanzitutto il platano della Tesoriera, piantato forse nel 1715 o forse nel 1795, 25 metri di altezza e 7 metri di circonferenza: il più grande e vecchio della città.

E poi ancora il platano dei Giardini Cavour, risalente alla metà dell’Ottocento, la pterocarya dei Giardini Sambuy, per capirci quella di piazza Carlo Felice, il platano di Cavour ai margini del Castello di Santena, quello di Villa Rey, secondo la vulgata napoleonico, ma in realtà anche più antico.

E non è finita: saranno probabilmente monumento la sequoia sempreverde di Villa Genero, la zelkova carpinifolia dei Giardini Reali, e poi il Valentino: la rovere dietro Torino Esposizioni, datata metà dell’Ottocento, il platano vicino al roseto.

Sono stati scelti gli alberi da valorizzare perché hanno fatto la storia della nostra città, secondo gli agronomi che si sono occupati della cernita: effettuata fra 110 mila alberi. Adesso i candidati sono circa una ventina, spetterà al Corpo Forestale dello Stato la scelta.

 

Andrea Besenzoni

 

 

 

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