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Stefano Vega: c’è un nuovo commissario in città

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No, non stiamo parlando di una decisione del Ministero dell’Interno, ma del protagonista di un romanzo.

Satefano Vega: c'è un nuovo commissario in città

Noir? Giallo? Forse entrambi. In una Torino contemporanea si muove un commissario abituato a vivere sul filo. E, soprattutto, abituato a lottare contro tutto e tutti. Si chiama, dicevamo, Stefano Vega.

Un cadavere di una donna ritrovato per strada da il “la” all’indagine di Vega, che lo porterà a esplorare luoghi – non solo fisici – sconosciuti, a camminare su uno stretto confine fra lecito e illecito, e soprattutto ad aprire porte che non dovrebbero essere aperte.

Il romanzo, “Il Commissario Vega -indagine di Sola andata” (Gds editore) viene via veloce, è di quelli che ti fanno venire voglia di capire come andrà la storia.

Insomma, un giallo scritto da un professionista.

C’è da stupirsi a pensare che il “professionista” è al romanzo d’esordio. Si chiama Antonio Infuso, è torinese, classe 1957, alle spalle una carriera multiforme, da speaker radiofonico a giornalista, attualmente addetto stampa di un ente locale.

Satefano Vega: c'è un nuovo commissario in città

E, ovviamente, è uno scrittore, da adesso consacrato. Gli rivolgiamo qualche domanda.

Come nasce la tua passione di scrittore? Da quanto tempo scrivi?

Faccio il giornalista da oltre trent’anni, quindi scrivo da quasi tutta la vita. Ho avuto il desiderio di realizzare un romanzo molto spesso, ma ho sempre lasciato perdere. Tutte le volte rinviavo l’appuntamento a un domani imprecisato. Poi, un giorno, per scommessa con una mia amica, ho trovato l’ispirazione, la voglia e la magia dell’atto creativo. Ne è valsa la pena.

Quale è il tuo genere preferito, oltre al giallo?

Oltre al giallo e al noir, mi piacciono le storie a tinte forti, dove desiderio, passione e lacerazioni si mescolano in quel vortice pazzesco ma affascinante che è poi la vita. I miei autori preferiti, almeno quelli che per primi mi vengono in mente, sono McCarthy, Joseph Roth, Izzo, Yourcenar, Auster, Simenon (extra Maigret), Borges, Hornby. Poi ci sono i classici ma mi sembra un’ovvietà.

Il romanzo segue, in positivo, tutti i clichè del giallo. Intreccio, personaggi che si incrociano, storie parallele, colpo/i di scena finale. Quanto è stato difficile seguire questa trama?

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Non è stato complicato. Gli sviluppi sono stati naturali. Ho anche tenuto conto delle cosiddette “funzioni” nella costruzione del racconto e del suo senso. Poi di alcune regole del “noir” come quella, fondamentale, che dice “in un noir devi metterci sempre una donna con un passato e un eroe senza futuro”. Mi ero tenuto buoni almeno tre finali, ho deciso all’ultimo. A conti fatti è stata la scelta migliore.

Da dove nasce l’ispirazione per la figura del Commissario Vega?

I padri letterari di Vega sono Marlowe, Callaghan, il poliziotto di Izzo e tutta la generazione moderna sia letteraria che cinematografica. Il cinema è molto presente nel racconto, a livello di rimandi celati soprattutto. Penso che nella figura dell’investigare venga riversata tutta la morale collettiva. La gente vuole e si aspetta che l’investigatore agisca in un certo modo. I margini d’azione, nel tempo, si sono ampliati. Il crimine si è fatto più violento e gratuito, questo lo dicono anche i veri investigatori, quindi pure il commissario Vega può permettersi di sconfinare al di la legge per fare giustizia ed essere accettato comunque dalla morale generale. In fondo, e questo è molto importante, gli scrittori e gli artisti non devono essere al servizio di chi la storia la fa ma devono essere al servizio di chi la storia la subisce. E spesso le persone comuni sono lontane dal regime imperante del politically correct. Vega, perciò, ha un elevato senso della giustizia ma, a differenza di quasi tutti i commissari della letteratura italiana, risolve le cose anche in modo violento o illegale. Un giustiziere anarcoide e una simpatica canaglia, con un certo sex-appeal.

Perchè Torino come ambientazione del romanzo?

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Torino è la mia città e trovo che sia bellissima, sensuale, romantica. magica e dannata. Perfetta per un’ambientazione noir. Conosco angoli nascosti di Torino e un paio di essi li inseriti nel racconto in modo piuttosto realista per contestualizzare meglio la storia, per coinvolgere il lettore torinese e per incuriosire chi Torino non la conosce. Ho voluto sottolineare la presenza di Torino nella bellissima copertina realizzata da Nicola Balice. Torino è una sorta di colonna sonora, a livello emotivo, del racconto. Così come la musica che è molto presente: Vega suona il pianoforte e si sveglia con brani rock al mattino che, a volte, determinano il suo stato d’animo

Quale è stata la cosa più difficile e quale la più gratificante durante la lavorazione del romanzo?

La cosa più difficile è stata la correzione delle bozze. Le conversioni di formato giocano, a volte, brutti scherzi e devi controllare e ricontrollare. Un lavoro stressante. La cosa più gratificante è stata, da un lato, vedere la storia svilupparsi in modo coerente dove tutti i tasselli alla fine trovavano la giusta collocazione. Dall’altro lato, il rapporto con i protagonisti del racconto, a cominciare da Vega. Può apparire ironico o strano ma con lui e con gli altri personaggi ho avuto lunghe e bellssime discussioni sullo sviluppo dei loro stati intenzionali.

Prossimi progetti?

Per ora voglio vedere come andrà questo esordio. I primi dati sono importanti, ho superato le mille copie tra cartaceo e e-book. Molti sconosciuti mi hanno scritto chiedendomi una seconda avventura su Vega. Altri mi hanno ringraziato per le emozioni che hanno vissuto mentre leggevano avidamente il libro. Questo, senza dubbio, è l’elemento più gratificante in assoluto. Se con il tuo lavoro doni emozioni al pubblico hai raggiunto il tuo risultato artistico. Hai fatto centro. Diciamo, comunque, che un secondo Vega è in fase di rifinitura. Poi vorrei scrivere un racconto a impronta fantascientifica. Però non  escludo, per concludere il ciclo, un sorta di trilogia di Vega.

Satefano Vega: c'è un nuovo commissario in città

“Il commissario Vega – Indagine di sola andata” è edito da GDS e come e-book è acquistabile su tutti i più importanti siti nazionali e internazionali, da Amazon a Mondadori, da Google a Kobo, Ibs, ecc. In libreria si può prenotare il cartaceo che attualmente è disponibile a “Il Cammello” di Nichelino a alla “Cartolibreria Wimpel” di Torino

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Redazione M24

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