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Da oggi al cinema Mirafiori Lunapark, la Fiat che fu

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E’ in programma per questa sera l’uscita della pellicola “Mirafiori Lunapark” presso il Cinema Romano. L’opera, che era stata presentata all’ultimo TFF, nasce da un’idea di Stefano Di Polito, torinese figlio del quartiere Mirafiori e della Working Class di quarant’anni fa legata alla Fiat e alla Torino industriale.

In una città che sta progressivamente volgendo la propria propensione di sviluppo verso il turismo, gli investimenti culturali e l’affermazione a livello nazionale e internazionale, sembra che non ci sia più posto per ciò che per molti decenni ha caratterizzato la sua economia, la sua vita e le sue dinamiche sociali, ossia la realtà industriale.

Ciò che il film si propone di rappresentare è uno spaccato della realtà della classe operaia degli anni ’70 che, non volendo scomparire senza lasciare un segno nella storia, decide di trasformare i vecchi edifici dismessi della Fiat di Mirafiori in un Lunapark per bambini e ragazzi del quartiere, in modo che sentano ancora un legame con la zona di appartenenza.

Nella pellicola i protagonisti sono proprio tre uomini, ex operai Fiat (interpretati da Antonio Catania, Giorgio Colangeli e Alessandro Haber), con il romantico sogno di far nascere un “fiore” in mezzo al cemento della progressiva de-industrializzazione. I tre uomini, come un po’ tutta la categoria che si propongono di rappresentare, portano con loro una nostalgia di fondo per un mondo che non esiste più e in cui i valori erano il lavoro onesto e la speranza di offrire ai figli un futuro migliore basato sulla cultura e sulle possibilità; la realtà dei fatti che ha investito il nostro paese negli ultimi anni, senz’altro ha disatteso grandemente queste speranze e la generazione di quarantenni figlia degli operai di Mirafiori è andata incontro ad un presente precario.

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Come ogni film, l’opera di Stefano Di Polito ha i suoi antagonisti nella trama, in questo caso una facoltosa società intenzionata a trasformare la vecchia area industriale in un campo da golf; nonostante tutto però i valori di fondo sono chiaramente identificabili e le figure positive dei tre operai vanno a permeare l’intera pellicola.

Il film nel suo complesso è stato realizzato con un budget relativamente abbordabile ma soprattutto  vanta un set interamente torinese, nella vecchia zona ormai dismessa di Fiat Engineering quartiere, ovviamente, Mirafiori.

“Mirafiori Lunapark” forse riuscirà a rappresentare un interessante momento di riflessione, in cui la Torino che da quindici anni si sta progressivamente deindustrializzando saprà anche ricordare con affetto e rispetto il suo passato operaio con i suoi sogni e il suo bagaglio di esperienze.

Nella “corsa” al prestigio internazionale, al diventare sempre più smart e amica della cultura, è giusto che Torino non dimentichi che cosa l’ha resa grande e ne ha arricchito gli abitanti.

Francesca Palumbo

 

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