Home Cronaca di Torino MoleCola, da Torino la cola Made in Italy

MoleCola, da Torino la cola Made in Italy

28
SHARE
MoleCola, da Torino la cola Made in Italy

Quante città possono vantare di avere una bibita propria? Molti, se consideriamo le bevande (alcoliche o analcoliche) che vedono nella città di provenienza un luogo di lancio, dallo Spritz tipicamente veneto al torinese Bicerin.

A volte, però, succede l’opposto: una bevanda tipicamente internazionale viene riprodotta artigianalmente, modificata e riadattata, fino a diventare un marchio di fabbrica dalla città che ha avuto l’idea e creare una concorrenza a livello nazionale.

Stiamo parlando della MoleCola, il cui payoff recita “la cola italiana”: la cola made in Turin e, allargando il campo, made in Italy. Graziano Scaglia e Francesco Bianco sono gli inventori già del M**Bun, un concorrente nostrano di MacDonald che permette di gustare il proprio hamburger fatto di sola carne italiana.

La MoleCola, il cui nome gioca ovviamente sul monumento simbolo di Torino, è stata commercializzata per la prima volta il 4 dicembre 2012, uscendo dai laboratori di Fidenza, dov’è stata creata grazie all’opera di Enrico Giotti.

La nascita di un’alternativa alla Coca Cola non è un’idea innovativa, ma il successo di MoleCola in Italia sì; in altri Paesi del mondo, sono già disponibili da tempo delle varianti che permettono di scegliere rispetto al colosso made in USA.

Ancora più importante, MoleCola si fa portavoce anche di una morale etica ed ecosostenibile. Infatti, l’azienda sostiene da sempre l’associazione ONLUS Sos Villaggi dei Bambini, a cui versa il 30 per cento dei proventi ricavati.

La bevanda si pone anche in modo nettamente alternativo rispetto alle comuni bevande gassate in circolazione, e per capirlo basta leggere uno degli slogan che si possono trovare sul loro sito web: “Rompi i cliché, sotterra il luogo comune, fregatene della moda, ascolta il tuo gusto.

Correlato:  Strage di Manchester: Ariana Grande sospende il tour, niente Torino

Non idealizzare ciò che pensano gli altri, segui il tuo neurone”. In questo modo, l’azienda cerca anche di dare un messaggio di rottura rispetto alla più classica omologazione delle scelte ricercata dalle altre case produttrici.

 

Giulia Porzionato

(Clicca qui per seguirci anche su Facebook!)

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here