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Cinema: quando Torino sembra Hollywood

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Cinema: quando Torino sembra Hollywood
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Quando si pensa al cinema la nostra mente vola subito oltre oceano: Hollywood, la patria dei grandi colossal e dei mega blockbuster distribuiti in tutti il mondo.

Certo a casa nostra non possiamo vantare certe produzioni ma, in linea con quello che il cinema fu nella nostra città (i primi grandi film di scala mondiale furono girati proprio qui, Cabiria, per citarne uno ne  è un’ esempio) negli ultimi anni Torino è ritornata prepotentemente sulla scena nazionale cinematografica.

Prima della seconda guerra mondiale tra le nostre vie si potevano incontrare moltissime case di produzione, la Ambrosio, la Fert, e persino la Rai nacquero sul nostro territorio.

Cinema: quando Torino sembra Hollywood
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Il ventennio fascista, che capì il potenziale di questo nuovo mezzo di comunicazione, fondò cinecittà a Roma e questo contribuì a far si che in Piemonte l’ industria cinematografica andasse, piano piano, diminuendo la propria presenza.

Tutto questo fino agli anni 2000 quando nacque la “Film Commision”, con l’intento di portare sotto la Mole i set dei nuovi film in programma, puntando su un sistema di “tax credit”; ovvero un modo per gli imprenditori di investire a costo zero attraverso un sistema di rientro dei soldi investiti.

Il lavoro svolto dalla commissione ha potuto far rinascere questo tipo di industria e il 2015  ha visto un record di nuovi film e fiction prodotti a Torino, ultimo della serie “La classe degli asini” girato nella circoscrizione 3 alla scuole elementare “Santorre di Santarosa” con Vanessa Incontrada e Flavio Insinna.

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In tutto questo il tessuto cittadino ha fatto la sua parte, offrendo alle aziende del settore persone qualificate e di valore: il Politecnico offre dei corsi di ingegneria del cinema; operai specializzati e ottimi professionisti trovati sul territorio hanno fatto si che le prime aziende che sono approdate in Piemonte non lo abbiano più lasciato, anche in seguito al nascere di progetti simili in altre regioni italiane.

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Torino è sempre meno Fiat dipendente e lo sviluppo di altre attività come il cinema ne sono la prova, nuovi settori in cui il Comune cerca di fare la sua parte dando il proprio contributo: ne sono un esempio il museo del cinema della Mole e il Torino Film Festival, da molto presente sul territorio, ma manifestazione su cui si è puntato ancora di più in questi ultimi anni sfruttando questo nuovo filone industriale che fa di Torino un gran bel set, crea nuovi posti di lavoro e offre alla nostra città una gran bella vetrina per poter cercare di portare altri nuovi turisti nel capoluogo, sempre meno grigio e sempre più all’ avanguardia.

 

Alessandro Rigitano

 

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