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Il Toro ha troppa fame: Pescara ko

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Il Toro ha troppa fame: Pescara ko
Il Toro ha troppa fame: Pescara ko

I colori della notturna, l’immancabile coda ai botteghini prima di ogni sacrosanto primo impegno di Coppa Italia, il profumo del campo: tutte cose che, in questa lunghissima estate, ti erano mancate e sembravano non arrivare più.

Poi, all’improvviso, nel weekend di Ferragosto, torna la possibilità di vedere se tutto quello che ti sta iniziando a convincere sulla carta, può farlo anche in campo. Certo, il quadretto è un po’ rovinato dall’odore di bruciato che arriva dalla panchina granata, più precisamente da dove è seduto Maksimovic, nella classica postura di quelli che sembrano dover andare via.

Però quando Massa fischia l’inizio non ci vuoi pensare, anche perché ci pensa il Pescara a distrarti.

Mentre i granata sono imballati e, quando calciano, paiono colpire una palla medica, gli abruzzesi pressano altissimo, cercando di fare la partita e annullare qualsiasi tentativo avversario di far gioco.

Il Toro ha troppa fame: Pescara ko
Il Toro ha troppa fame: Pescara ko

Risultato: nessun rifornimento serio per le punte, l’immortale Vives (che,a questo punto, pensi giocherebbe anche se comprassimo Iniesta e Xabi Alonso) in affanno, Pescara in vantaggio, anche se la rete è una carambola tra il colpo di testa di Fornasier, il palo e un Ichazo uscito malissimo.

E così, dopo nemmeno venti minuti, ti ritrovi con il pensiero fastidioso di star di nuovo fuori dalla coppa per mano del Pescara come due anni fa e va bene che poi, a fine stagione, è arrivata l’Europa League, ma i corsi e ricorsi, in certi momenti, sarebbero solo da prendere a sberle.

A proposito di sberle, quella subita sveglia il Toro che, pur senza essere continuo nella manovra, si ricorda chi è e mette in campo la sua qualità. Bruno Peres, autore di una prestazione maiuscola con tanto di recuperi difensivi, quasi a costringere al pentimento chi preferirebbe sacrificare lui, sull’altare del mercato, rispetto a “Maksi”, mette un po’ di Carnevale sulla destra, Quagliarella vede l’inserimento di Baselli e il giovane campioncino è freddissimo nel pareggiare.

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Mentre la rete si gonfia, vista la naturalezza dell’azione, ti risuona nelle orecchie “It’s so easy” dei Guns N Roses.

Passano pochi minuti e, un’azione di forza di Acquah, non ancora al top, ma efficace, ribalta la situazione e la frazione si chiude sul 2-1, coi granata non certo esaltanti, ma capaci di capovolgere tutto premendo un po’ di più sull’acceleratore.

La ripresa non ha storia, o meglio la storia è che il Toro ha fame, tanta fame, e allora costringe il Pescara all’inazione, si riversa nella metà campo abruzzese, diverte e la chiude.

Il Toro ha troppa fame: Pescara ko
Il Toro ha troppa fame: Pescara ko

 

Hanno tutti voglia e giocano, giocano bene, ognuno a modo suo porta il proprio mattoncino.

Ha fame Maxi Lopez che , nonostante abbia ancora le gambe un po’ pesanti, alla fine timbra sugli sviluppi di uno schema su piazzato, regalando anche un accenno di “Galina” alla curva: ormai sembra Elvis (Presley, non Abbruscato) quando accennava la pelvica per mandare in visibilio le fans.

Ha fame Martinez che, subentratogli, non ci mette nemmeno un minuto a dimostrare come l’ombra di Belotti non gli faccia paura, brucia un difensore che sembra una 850 scassata che cerca di tener dietro a una Ferrari e sigla il poker.

Ha fame Quagliarella, che prova fino all’ultimo a partecipare alla festa del gol e a tempo scaduto ha ancora il guizzo per un clamoroso palo di testa.

Ha fame Baselli, anche se magrolino com’è non lo diresti, che per tutta la partita alterna dribbling utili e giocate col piede educato, fino a quando, forse comprendendo come nel tuo cuore e in quello di tutti i granata allo stadio, ci sia un pezzettino ancora in lacrime per la partenza di Darmian, si improvvisa anche in una giocata alla Matteo.

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Ruoli e caratteristiche diverse, ma sembra esserci quella serietà di fondo che ha fatto grande il terzino della Nazionale: niente da fare, te ne sei già innamorato.

Tutta questa fame porta a una vittoria rotonda e in crescendo, porta al turno successivo e a iniziare col sorriso una settimana decisamente calda, dove l’esordio in casa del Frosinone sarà intervallato dalla paura di perdere qualcuno e dalla voglia di abbracciare Belotti. Tutta questa fame speri che cresca ancora di più, perché è questo il Toro che vuoi: mai sazio.

 

Francesco Bugnone

(immagini https://it.notizie.yahoo.com)

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