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A Torino si festeggia il primo decennio di gemellaggio con Nagoya

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A Torino si festeggia il primo decennio di gemellaggio con Nagoya
A Torino si festeggia il primo decennio di gemellaggio con Nagoya

Era l’11 maggio 2005 quando la città giapponese di Nagoya e Torino strinsero un patto di gemellaggio, finalizzato in particolar modo alla reciproca promozione di eventi culturali di rilevanza internazionale e all’incremento di scambi e confronti tra le istituzioni economiche per favorire il sistema delle imprese (in particolare Automotive e ICT), oltre a una grande cura nelle innovazioni in vari settori e nella diffusione delle migliori politiche ambientali.

Sono passati dieci anni e l’intesa prosegue all’insegna del rafforzamento di quei principi su cui è stata fondata in origine.

Torino e Nagoya non hanno in comune soltanto la forte tradizione industriale ed automobilistica (Nagoya è la Città della Toyota e nel suo distretto industriale annovera anche la Mitsubishi e la Honda): entrambe le città hanno infatti investito, nel corso degli anni, sulla promozione di settori innovativi quale il design (basti ricordare che il Politecnico di Torino ha firmato un Protocollo d’intesa con la Facoltà di Architettura e Design dell’Università di Nagoya).

A Torino si festeggia il primo decennio di gemellaggio con Nagoya

 

L’immagine di entrambe le città è stata inoltre rivitalizzata agli occhi del mondo attraverso i nostri Giochi Olimpici Invernali del 2006 e l’Expo Universale tenutasi a Nagoya nel 2005.

Per festeggiare il decennale di questa solida amicizia, il sindaco Takashi Kawamura si è recato in questi giorni in visita a Torino.

Lunedì, presso il Museo di Arte orientale, ha incontrato con caloroso affetto il sindaco Piero Fassino, omaggiandolo di un prezioso kimono “shibori”, che entrerà a far parte delle collezioni del museo.

Per suggellare nel modo più allegro e conviviale la cerimonia di festeggiamento, Kawamura ha intonato “‘O, sole mio”, commentando poi in tono scherzoso: «Volevo cantarvela tutta, ma mi è stato detto che non è un canzone che si addice molto a Torino».

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Manuela Marascio

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