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Lavazza ci riprova: 800 milioni per la francese Carte Noir

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Lavazza ci riprova: 800 milioni per la francese Carte Noir
Lavazza ci riprova: 800 milioni per la francese Carte Noir

Lavazza torna sul mercato francese con una cifra di 800 mln di euro per l’acquisto di Carte Noire. Ci aveva già provato una prima volta mettendo sul tavolo 1,2 mld che la Mondelez, proprietaria del marchio di torrefazione francese, si è guardata dall’accettare con l’intenzione di un ricavo più alto.

La Lavazza facendo riferimento al diritto di prelazione sulla Carte Noir, dopo aver visto sfumare la possibilità di aumentare il proprio export in Francia tramite l’acquisto di L’Or e Grand’Mère, tenta in questo modo di proteggersi dalle finanziarie BC Partners e Cinvin; rispettivamente nord-americana e londinese ed entrambe preferite dai sindacati della Carte Noir per paura di una possibile delocalizzazione in Italia.

In particolare, se la Mondelez accetterà la cifra ipotizzata da Reuters di 800mln, Lavazza entrerà in possesso dello stabilimento di Laverune nella regione del Languedoc-Roussillon a confine tra la Spagna e il Mar Mediterraneo.

Lavazza ci riprova: 800 milioni per la francese Carte Noir [AD Antonio Baravalle]
Lavazza ci riprova: 800 milioni per la francese Carte Noir [AD Antonio Baravalle]
L’azienda fondata a Torino ha sottolineato che l’acquisizione di Carte Noir è finalizzata all’espansione sul mercato francese, iniziata nel 1982, arrivando quindi ad una fetta del 20% del mercato retail (al dettaglio), ma ciò includendo l’intenzione di mantenere gli attuali stabilimenti francesi per la produzione di caffè. In merito l’amministratore delegato Antonio Baravalle ha affermato “Con questa acquisizione, di portata strategica, riteniamo di poter fare un importante passo avanti per diventare un’azienda globale. L’operazione proposta è coerente con la nostra strategia di sviluppo internazionale, basata sia sulla crescita organica sia su quella inorganica”.

La Lavazza, che su territorio nazionale produce già il 45% del caffè, entrerebbe in possesso delle attività ora gestite da Carte Noire nell’Area Economica Europea (EEA) con le dovute agevolazioni per lo scambio in quasi tutta la zona Euro. Questo è un aspetto chiave e forse anche una soluzione per quanto riguarda gli stabilimenti torinesi che, a seguito dell’automatizzazione e dell’ammodernamento delle linee produttive, hanno visto mandare in mobilità 50 persone.

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Insomma, sembra quasi che la partita si giochi non tanto sulle proprietà quanto sui posti di lavoro.

@Damiano Grilli

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