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Le mille e una Mole: lo Scià di Persia a Torino

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Le mille e una Mole: lo Scià di Persia a Torino
Le mille e una Mole: lo Scià di Persia a Torino

La visita di un capo di stato in un territorio straniero è sempre un evento. Porta con se implicazioni politiche dirette o indirette, mettendo in moto l’apparato di cerimoniali imposti dall’etichetta; poi c’è il fattore sicurezza, con lo spiego di forze ed il trambusto che quest’ultimo porta. Ma soprattutto desta la curiosità del popolo che vuole in qualche modo sentirsi parte di quell’attimo di storia. Curiosità che probabilmente aumenta di parecchio quando la personalità in visita è un esotico sovrano proveniente dal misterioso oriente. E’ quanto vissero i torinesi il 24 luglio del 1873, quando la città ricevette lo Scià di Persia Nasser al-Din Shah Qajar, fermatosi nella capitale sabauda durante un viaggio che da Vienna lo stava portando a Brindisi, dove si sarebbe poi imbarcato per Costantinopoli.

Per l’occasione “madama” Torino veste l’abito delle grandi occasioni: la guardia reale spolvera l’alta uniforme e si schiera da Palazzo Reale a porta nuova, passando per piazza San Carlo.

Via Roma viene addobbata tutta di bandiere e ghirlande.

Le mille e una Mole: lo Scià di Persia a Torino
Le mille e una Mole: lo Scià di Persia a Torino

Eminenti personalità dell’epoca aspettano l’arrivo dello Scià, tra loro si possono scorgere: l’allora presidente del consiglio Marco Minghetti; i ministri dell’agricoltura, del commercio e degli affari esteri; il duca d’Aosta, il principe di Carignano ed il principe Umberto; e, ovviamente, il Re d’Italia Vittorio Emanuele II. Quest’ultimo, seppur alquanto disturbato dalla visita (lo conferma una sua lettera datata 16 Luglio), ricevette il sovrano orientale nel modo che più si conviene, offrendo doni e facendo preparare una serata di gala di cui ovviamente lo Scià era ospite d’onore.

All’arrivo in stazione, avvenuto per le 20.30, il monarca straniero scende dal treno sfoggiando il berrettone persiano col celebre pennacchietto in diamanti ed una tunica tempestata anch’essa di diamanti di grandi dimensioni. Gli si avvicina ad accoglierlo il Re d’Italia a capo scoperto e lo bacia due volte; una scena che facilmente sarà rimasta impressa per parecchio a quanti hanno assistito

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Daniele De Stefano

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