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In aumento gi cani senza padrone: in Piemonte sono più di 6 mila

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In aumento gi cani senza padrone: in Piemonte sono più di 6 mila
In aumento gi cani senza padrone: in Piemonte sono più di 6 mila

Migliaia di cani senza padrone distribuiti nei canili piemontesi, e crescenti problemi gestionali che minano gli obiettivi di salvaguardia e tutela degli animali portati avanti dalle diverse strutture. Anche se in Piemonte il randagismo è un fenomeno limitato, i casi di abbandono sono, invece, in aumento. Secondo l’ultima stima della Regione Piemonte, infatti, sono più di 6000 gli amici a 4 zampe in cerca di una nuova casa.

Ogni amministrazione dovrebbe garantire un posto agli animali trovati sul territorio, ma, secondo un rapporto ragionale, al momento ben novantaquattro comuni sono risultati manchevoli da questo punto di vista.

Dopo il raid vandalico nell’ambulatorio sociale Enpa di via Germagnano, a Torino, risalente dello scorso fine maggio, la situazione si è fatta ancora più critica; il presidente della sezione torinese della Lega nazionale per la difesa del cane, Maurizio Ponte, ha espresso un profondo rammarico per la precarietà in cui ormai vessa la cura degli animali: «In questo periodo stiamo arrancando anche solo per coprire le spese di base.

Negli ultimi tre anni le donazioni sono diminuite del 70% e diventa difficile andare aventi per chi, come noi, non ha sovvenzioni pubbliche»

In aumento gi cani senza padrone: in Piemonte sono più di 6 mila

.A Torino le strutture si concentrano tutte nella zona nord: tutti gli animali ospitati ricevono due pasti al giorno e assistenza sanitaria, grazie al prezioso aiuto dei volontari che affiancano il personale medico veterinario.

Esistono due generi di canili, quelli di prima accoglienza, e quelli di rifugio; Torino possiede entrambe le tipologie, e, attualmente, sono ospitati 170 cani e 120 gatti.

Il costo giornaliero per ogni animale che il Comune deve sostenere è di 8 euro. «Noi non facciamo un conto come quello degli enti pubblici», spiega Ponte, «per noi la cosa primaria è la salute e il benessere dei nostri ospiti. Ad esempio abbiamo pagato il ricovero in clinica di un cane anziano malato perché volevamo riuscire a dargli qualche altro mese di vita».

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La devastazione della struttura di via Germagnano ha dato il segnale d’allarme. Se dovessero aumentare i casi di abbandono per insostenibilità economica degli animali domestici, allora si potrebbe arrivare a una situazione di vera e propria emergenza.

Manuela Marascio

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