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Sabaudancer Project: fotografia e danza, quando Torino diventa palcoscenico

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Sabaudiancer Project: fotografia e danza, quando Torino diventa palcoscenico
Sabaudiancer Project: fotografia e danza, quando Torino diventa palcoscenico

Negli Stati Uniti da un paio d’anni esiste un progetto conosciuto sui social come “Ballerina Project” . Tale idea ha come obiettivo quello di rappresentare la nobile arte della danza nei contesti urbani più disparati delle grandi città americane, con lo scopo di addolcirne gli scenari e omaggiare una delle attività più amate in tutto il mondo, appunto la danza.

In Italia, abbiamo un caso di emulazione ben riuscito del progetto e lo abbiamo proprio nella nostra splendida Torino.

Che sia una città artistica e piena di bellezze uniche nel suo genere lo sappiamo bene, eppure quando troviamo delle iniziative originali che la ritraggono o che la esaltano, rimaniamo comunque colpiti e affascinati. Questo è il caso del progetto  Sabaudiancer Project (rintracciabile alla pagina Facebook Hangar 10 Design Photography) di Marco Coda e Emanuela Boldetti, un fotografo e designer freelance e una ballerina dal curriculum impeccabile.

Siamo andati a conoscerli per capire come mai la nostra bella Torino venga rappresentata come palcoscenico della nobile arte della danza.

 

L’effetto, inutile dirlo, è estremamente suggestivo, con punte, tutù e pose plastiche in bella mostra nelle strade e nelle piazze più significative della città.

Ecco la loro storia..

Marco Coda Mer è un designer freelance con la passione per la fotografia. Il suo amore per Torino non nasce solo dalle origini nella città, bensì anche dalla consapevolezza che essa sia un patrimonio artistico ineguagliabile nel nostro paese sia per storia che per capacità di valorizzazione.

Dal 1996 Marco si è dedicato all’attività di designer professionista, dimenticando per un po’ il vero spirito della bellezza di Torino. Per ovviare a questa situazione, Marco ha saputo ristrutturare un vecchio laboratorio in via dei Mercanti, attuale sede del progetto Sabaudiancer Project, nonché ricominciare ad osservare la città dietro a una Reflex, ammirandone le bellezze.

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Una sera di maggio, dopo aver incontrato Emanuela in un locale del quadrilatero romano, Marco ha potuto dare vita al suo progetto di condividere la sua arte e le bellezze di Torino con un più vasto pubblico.

Sabaudiancer Project: fotografia e danza, quando Torino diventa palcoscenico

Come ci ha raccontato Emanuela, l’amore per la danza e per la fotografia, insieme con l’attaccamento a Torino, hanno permesso al progetto di nascere e svilupparsi, anche con lo scopo di dare alla città un volto nuovo, diverso da quello grigio e statico a cui molti sono abituati ad associarla.

Artisticamente c’era la volontà di contrapporre l’architettura austera e a tratti ‘geometrica’ di Torino con la dinamicità e l’armonia del movimento della ballerina.

Il progetto in ogni caso è nato quasi per gioco e lo stesso nome “Sabaudancer Project” è nato prendendo spunto da un commento molto positivo sulla prima foto del progetto. L’interesse che ha suscitato la pubblicazione di qualche scatto sui social network ha dato lo slancio per proseguire con nuovi scorci, nuovi contrasti e anche possibili future esposizioni.

Emanuela, come Marco, è stata lontana da Torino per molti anni per il suo lavoro di ballerina e artista a tutto tondo all’estero, ma l’amore per Torino l’ha riportata qui.

Entrambi possono finalmente realizzare il sogno di esprimere la propria arte celebrando la città natale e regalando ad un vastissimo pubblico emozioni nuove e inaspettate.

Francesca Palumbo

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