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Porta Europa: presto un nuovo grattacielo a Torino?

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Porta Europa: un nuovo grattacielo a Torino?
Porta Europa: un nuovo grattacielo a Torino?

Il progetto c’è, i render anche, ma il cantiere è fermo. Anzi, non è mai partito.

Stiamo parlando del progetto “Porta d’Europa”, i due grattacieli che dovevano sorgere in corso Lione a due passi da Santa Rita. Conosciuti anche come “Torri di Camerana”, dal nome dell’architetto torinese che li ha disegnati, i due palazzi per ora non hanno un futuro a causa della crisi e del fallimento dell’impresa di costruzioni che doveva realizzarli.

A monte di tutto, il collasso della Sarfys, società che congloba la maggior parte del patrimonio immobiliare della Franco Costruzioni, una delle imprese più edili più importanti di Torino, nonché detentrice dei diritti edificatori dell’area in cui doveva sorgere il progetto Porta Europa.

Oggi, a più di un anno dal fallimento della società, non si sa ancora quale sia il futuro del progetto e dell’area. “I diritti edificatori ormai sono stati venduti dalla città di Torino, quindi la situazione verrà sbloccata solo se si farà avanti un altro privato” sono le parole del Comune.

Porta Europa: un nuovo grattacielo a Torino?

L’insieme dei grattacieli di Porta Europa rappresenta l’estrema evoluzione di un progetto risalente al 1995, che individuava le torri come snodi lungo l’asse delle Spine.

L’area approssimativamente triangolare all’intersezione dei corsi Lione e Mediterraneo, già sede degli stabilimenti Materferro, era destinata quindi a ospitare un edificio alto, che veniva a configurarsi come termine visuale e simbolico dell’allineamento della Spina 1.

Il primo disegno, dello Studio Gregotti, prevedeva una sorta di cubo svuotato, in forma di grande corte, aperto verso l’asse della Spina e destinato a ospitare gli uffici della Regione Piemonte.

Nel 2001 qualcosa cambia e un concorso internazionale indetto dalla Regione sostituisce al cubo ipotizzato da Gregotti un prisma traslucido disegnato da Massimiliano Fuksas, architetto italiano conosciuto per il complesso fieristico di Rho a Milano, il Centro Congressi Nuvola di Roma o l’aereoporto di Shenzen, in Cina.

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Porta Europa: un nuovo grattacielo a Torino?

Ma a cavallo tra il 2006 e il 2007 il progetto di Fuksas viene ampliato sull’area ex-Fiat Avio, presso il Lingotto e la storia del progetto Porta Europa imbocca nuove strade.

La città di Torino, tramite asta pubblica, cede l’area e i suoi diritti edificatori all’impresa privata Franco Costruzioni e siamo quasi alla fine del valzer quando, l’anno successivo e sulla base di una prima elaborazione dello studio Camerana&Partners, viene indetto un ulteriore concorso internazionale.

Questa volta, però, finalizzato a una collaborazione con l’architetto Benedetto Camerana. Tra tutte, prevale la proposta del tedesco Jan Störmer e il progetto definitivo vede la luce.

Il disegno, di cui sul web si possono trovare diversi render, prevede due torri: quella a Sud, alta circa 100 metri riservata agli uffici, e una poco più bassa (60 metri) per le residenze.

In una Torino già “sconvolta” dal grattacielo di Banca Intesa di Renzo Piano (alto 167 metri) inaugurato il 10 aprile e quello della Regione (i cui 200 metri di altezza sono ancora in costruzione), il fatto che le torri di Porta Europa rimangano più basse della Mole Antonelliana è un grandissimo sollievo.

Il Comitato “Non grattiamo il cielo di Torino”, infatti, perse la sua battaglia per evitare che i due progetti firmati Renzo Piano e Massimilano Fuksas superassero i 100 metri e oggi la cartolina della città di Torino è inevitabilmente cambiata. Tuttavia, l’opinione pubblica è spaccata sulla necessità di questo e altri stravolgimenti urbanistici.

Ma a distanza di quattro anni dalla gara lanciata nell’agosto 2011, per trovare un investitore interessato a costruire la torre, il bando è rimasto lì. Deserto per ben due volte, fino a qualche mese fa, quando Ferrovie ha cambiato strategia e ha iniziato a «costruire un’opportunità intorno a quella gara».

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Lo racconta Carlo De Vito  – al giornale Repubblica – l’ad di Fs Sistemi Urbani, la società del gruppo che ha il compito di valorizzare il patrimonio.

«Siamo in contatto con operatori interessati a realizzare e gestire la struttura, ma con contorni differenti rispetto al 2011. La megatorre alta 150 metri, pensata come contraltare al grattacielo di Intesa Sanpaolo, che arriva a quota 167, non è in discussione e verrà realizzata, ma al suo interno non ci saranno solo uffici, come nella prima ipotesi, quando la base d’asta era di oltre 36 milioni, per uno spazio complessivo di 48mila metri quadrati di cui 7400 edificabili. C’è un gruppo, infatti, interessato a realizzare un albergo. .Avremmo preferito abbassare l’altezza, ma il Comune vuole che venga mantenuto l’equilibrio con l’edificio di Piano. Dimensioni e volumetria saranno comunque ridotte. Stiamo ancora cercando un paio di gruppi interessanti ad aprire lì il loro centro direzionale, avremo poi una parte commerciale e una parte di residenze temporanee, tipo quelle universitarie»

Ad oggi, è comunque ancora difficile prevedere le tempistiche di costruzione.

A cura di Giulia Regis Masoero

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