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La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca

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La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca
La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca

La faccenda è di quelle intricate e lunghe da spiegare, ci proveremo in poche righe.

2008: il Comune da il via libera alla costruzione di un parcheggio interrato in Corso Galileo Ferraris tra Corso Matteotti  e Via Montecuccoli. , nelle vicinanze della storica cittadella.

La sovraintendenza ai beni culturali ha dato il suo benestare per il conseguimento dell’ opera, i lavori sono stati assegnati (e finanziati con 4 milioni dalla Regione e 11,2 da privati), e il parcheggio dovrebbe prevedere 456 posti auto di cui 388 a rotazione 40 box e 28 posti da vendere ai privati, 2 rampe per le auto e altrettante per i pedoni.

La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca
La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca

A novembre 2014, dopo molti rinvii, sono stati avviati i lavori e ci si è imbattuti in alcune gallerie risalenti (cosa che il Comune aveva previsto) tra la fine del 1600 e inizio 1700.

Richiamata la sovraintendenza, effettuati altri sopralluoghi, si è dato il via libera ulteriore al proseguimento dei lavori, con la cancellazione definitiva di alcune gallerie ritrovate.

Tutto questo ha provocato l’ insorgere dei cittadini di Gioventura Piemonteisa che si sono mobilitati con raccolte firme e gruppi di protesta attivi anche on-line sul più famoso dei social network: “Salviamo il patrimonio archeologico della Città”, sotto la bandiera del direttore del Museo Pietro Micca, il generale Sebastiano Ponso.

L’ assessore Lubatti tira dritto e offre sul piatto delle compensazioni una rampa per accedere al “Pastiss”, l’antica cittadella sotterranea.

Il problema è giunto anche in Sala Rossa tramite il consigliere del Movimento 5 stelle Bertola che ha portato la questione in consiglio.

La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca
La battaglia per difendere le galleria di Pietro Micca

Sembrava tutto finito ma proprio oggi, 8 Giugno, la Sovraintendenza ha  comunicato che se le galleria fossero in stato di mantenimento eccezionale (come pare siano), esiste la possibilità di cambiare il progetto poiché le autorizzazioni ci sono, ma mancano le ispezioni da parte del Ministero.

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Come andrà a finire?

Si spera nei migliore dei modi visto che stiamo parlando di un bene della città, che ha resistito agli occupanti francesi, e che sarebbe un peccato perdere sotto una colata di cemento.

 

Alessandro Rigitano

 

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