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Torre Intesa-San Paolo: dentro il grattacielo!

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Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper
Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper

Fin dal suo progetto nel lontano 2006 non ha mancato di suscitare polemiche e di dividere l’ opinione pubblica, sicuramente non è passato inosservato, e difficilmente poteva farlo dato i suoi 166,26  metri di altezza e 240000 tonnellate di peso.

Ovviamente sto parlano del grattacielo Intesa-San Paolo che, dopo il successo dei 3 giorni di visita a ridosso dell’ inaugurazione, ha deciso di riaprire le porte al pubblico, tramite un sito creato appositamente in cui prenotare la propria visita (le 4 date previste sono tutte sold out), e ci sono salito.

Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper
Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper

Prima di tutto qualche numero: il peso e l’ altezza li ho già descritti poco fa, l’ edificio è “sospeso” su sei colonne che scaricano l’ enorme peso dei 38 piani superiori a terra, 25 ascensori, 4 scale mobili, un auditorium da 364 posti a “scomparsa” (si, scompare letteralmente quando è in disuso), 7000 metri quadri di superficie utilizzabile, una serra da 15000 metri cubi, 1600 metri quadri di pannelli fotovoltaici, illuminazione led per l’ 80%, sensori che cambiano l’angolo di apertura di speciali lamelle di vetro che riscaldano o raffreddano l’ edificio a seconda della temperatura esterna, certificazione LEED per edifici green, 300 posti auto,2000 dipendenti, mensa, asilo e posti moto/bici, un bar e un ristorante gestito da Slow Food aperto a tutti.

Ora, il grattacielo spezza in due i torinesi un pò come Mosè divise le acque, e questo si sa, ma cercherò di rendere l’ idea di quello che ho visto.

La vista è sicuramente mozzafiato, la posizione centrale dell’ edificio lo rende il punto ideale per godere di tutte le bellezze che la città ha da offrire, si vede tutto: dallo Juventus Stadium, alla Mole, da Superga all’ inceneritore, tutto è a portata di “occhio”.

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E’ sicuramente ecosostenibile e, visto la data di costruzione e il prezzo di 54 milioni di Euro, sarebbe grave che non fosse così; lavorare dentro l’ edificio è il sogno di tutti (detrattori e non), gli ambienti sono nuovi, moderni e gradevoli, e lavorare in un ufficio di questo tipo aiuta il rendimento personale oltre che evitare la diaspora dei dipendenti sul territorio.

La serra all’ ultimo piano è vera, nel senso che ci sono alberi veri e non fuscilli alti 50 cm, ed è sicuramente curioso sapere che alberi di limoni crescano beati in un edificio alto quasi 170 metri!

Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper
Torre Intesa-San Paolo: inside the skyscraper

No, non sto facendo una lode a Intesa-San Paolo e Renzo Piano, ma devo ammettere che è oggettivamente bello, gradevole e tecnologico, si poteva fare di più? Certamente si, non è un edificio che colpisce per la sua struttura come altri creati dalla penna dell’ archistar sorti in certe capitali europee d’ oltremanica, ma edifici del genere devono anche essere sovvenzionati da cospicui investimenti (si più di questo, già cospicuo), e Torino non ha molti soggetti in grado di poter fare mosse simili.

Certo, per chi è cresciuto nella nostra città ed oggi ha qualche anno in più, sosterrà che Torino aveva un suo paesaggio unico, incastonata tra le Alpi con la Mole antonelliana a far da sfondo, e che di grattacieli in giro per il mondo ce ne sono già abbastanza: vero, verissimo, ma questo giustifica l’ immobilismo? Oppure costruire il grattacielo non è progresso ma  soltanto il tentativo di “milanizzare” l’ antica capitale del Regno?

Sinceramente non so rispondere, ma posso dire che a me il parallelepipedo bianco piace e che, volenti o nolenti, tra poco avrà un concorrente in più con cui dividersi il cielo di Torino.

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Alessandro Rigitano

 

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