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Piazza Arbarello, la burocrazia blocca il campo di basket

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Quanto è difficile giocare in Centro a Torino. A Calcio, a pallavolo. Oppure a pallacanestro. Lo hanno di certo pensato i genitori di oltre 300 ragazzi, che nelle settimane scorse hanno messo in piedi un progetto per costruire nella piazza, nota più che altro come base di partenza delle manifestazioni studentesche, un playground all’americana, un campo di basket cittadino.

Piazza Arbarello, la burocrazia blocca il campo di basket

E il bello è che questi genitori hanno presentato un progetto pagato, in tutto e per tutto, che non graverebbe di un centesimo sulel casse comunali. Spiega le motivazioni a La Stampa uno dei genitori dei ragazzi. «Il mio figlio – le parole di Grazia Ballerini – se vuole praticare il suo sport preferito deve andare in via Braccini oppure a Mirafiori: impraticabile. Vorrei che il suo tempo non lo bruciasse in qualche panineria o davanti alle vetrine: chiedo troppo?».

E si diceva: il progetto era bello che finanziato, dalla testa ai piedi: una spesa dai 10 mila ai 30 mila euro, finanziati da sponsor privati (si vocifera il vicino fast food local M**Bun).

Ma, c’è sempre un ma. La mozione, proposta in Consiglio dal consigliere Marco Muzzarelli per ora è ferma. Per tutta una lunga serie di cavilli burocratici, che vanno dalla necessità di fare una gara pubblica, casomai si facessero avanti altre realtà pronte a donare un campo nella stessa zona. e poi e poi, chi si accolla la responsabilità in caso di danni alle persone?

Piazza Arbarello, la burocrazia blocca il campo di basket

Insomma, per essere chiari: in questo momento ci sono 300 privati che non riescono a regalare – ripetiamo, regalare – un campo di basket al Comune. Parla della News anche Muzzarelli sulla sua pagina Facebook, con queste parole: “Un bel progetto, una opportunità per sperimentare la sussidiarietà e costruire cittadinanza…non manca altro, solo il campo! Ilda Curti, secondo me ce la facciamo, dimostriamo che è possibile superare le barriere della burocrazia…”

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Che sia di buon auspicio

A.Bes.

 

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