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Torino, FCA, Mirafiori…quale futuro?

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MIRAFIORI, CHE NE SARA’ DI TE?
MIRAFIORI, CHE NE SARA’ DI TE?

Da Fiat a Fca, dall’Italia, e soprattutto da Torino, all’Olanda e all’Inghilterra.

Il marchio che ha fatto la storia del capoluogo piemontese sta cambiando volto, si sta ammodernando e rinnovando. Tutto ciò è stato necessario per colpa della grave crisi che ha colpito il marchio automobilistico più importante d’Italia.

La domanda però sorge spontanea, cosa ne sarà della sede storica di Mirafiori? Al di là delle frasi di circostanza, ovvero le rassicurazioni da parte dei dirigenti della Fca, la situazione appare, nel concreto, molto annebbiata.

MIRAFIORI, CHE NE SARA’ DI TE?

Tutto ciò mentre nel primo trimestre del nuovo anno il mercato italiano dell’auto è in accelerazione, i dati parlano infatti di un aumento del 13,21%.

Questi buoni risultati però non devono far esultare, la situazione resta complicata e lo sarà ancora per un po’.

Proseguendo con le buone notizie, è anche vero che la produzione continua perchè andranno avanti le produzioni della Alfa Romeo Mito a Mirafiori, della Maserati Quattroporte e Ghibli a Grugliasco e delle scocche per i modelli Maserati GranTurismo e GranCabrio nell’Unità Sottogruppi Lastratura.

Ma il problema resta sempre lo stesso, a rimetterci sono i lavoratori, le 6270 persone che occupano quello che ancora oggi è lo stabilimento più grosso d’Europa. Tantissimi operai, tecnici e ingegneri che comunque si sentono si rassicurati, ma sempre e solo a parole.

MIRAFIORI, CHE NE SARA’ DI TE?

A proposito di ciò ecco cosa dichiarava Federico Bellono, nel settembre dello scorso anno, segretario provinciale della Fiom: “la comunicazione è assolutamente generica, oltre alla certezza della cassa, quel che ad oggi resta sono le semplici dichiarazioni verbali dell’azienda ma mancano impegni e programmi precisi, verificabili e esigibili”.

Queste parole sono ancora molto recenti, la cassa integrazione, infatti, ci sarà ancora per qualche anno. A proposito di ciò sembra essere il 2018 l’anno della svolta. Infatti, il piano industriale presentato da Marchionne nel 2014 ha durata quadriennale, si parla di 10 miliardi di investimenti per tutti gli stabilimenti italiani, l’idea sarà quella di avere un unico grande polo tra Mirafiori e Grugliasco.

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Il progetto è sicuramente ambizioso, i soldi ci sono e ora non resta che aspettare perché la speranza di tutti è quella di rivedere Mirafiori tornare ai fasti di un tempo, perché la storia non si può e non si deve cancellare.

 

Luca Margaglione

 

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