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13 Maggio 1850, la San Vincenzo de’ Paoli arriva a Torino

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La San Vincenzo a Torino
La San Vincenzo a Torino

«La  Società di San Vincenzo de’ Paoli accoglie tutti i giovani cristiani che vogliono unirsi nella preghiera e partecipare alle stesse opere di carità in qualunque paese si trovino».

Fu questo l’ articolo 1 redatto il 13 Maggio di 165 anni fa in una chiesa, quella dei Santi Martiri (tutt’ ora situata in via Garibaldi 25), da un gruppo di fedeli eccellenti, ovvero: Don Battista Bruno, padre Andrea Barrera, marchese Domenico del Carnetto di Balestrino, Guido Goano, Luigi Ripa di Meana, Francesco Luigi Rossi, il Conte Rocco Bianche di Genova; a cui si aggiunsero molto presto Silvio Pellico, Don Bosco e l’ arcivescovo di Torino Luigi Fransoni.

La San Vincenzo a Torino
La San Vincenzo a Torino

Il ricavato della prima riunione fu di ben 24,15 Lire, tutto dedicato e investito nell’ aiuto dei più poveri.

Questo era infatti lo scopo con cui pochi anni prima, nel 1833, beato Federico Ozanam, con l’ aiuto di alcuni laici come  Emanuel Bailly, fondò a Parigi la Società San Vincenzo de’ Paoli : sottomessa alla Chiesa Cattolica e all’ obiettivo di aiutare gli ultimi, gli emarginati della società, tutti coloro che si trovano in ogni genere di difficoltà.

Questa ragione è seguita tutt’ oggi, anche qui nella nostra città.

In  Via Nizza 20/24 troviamo la storica sede della Società a Torino, qui si ergono moltissimi servizi tutti destinati a chi ha davvero bisogno.

La San Vincenzo a Torino
La San Vincenzo a Torino

Troviamo un consultorio famigliare, un centro per la raccolta degli abiti usati; qui vengono presi  in carico dall’ Associazione i problemi delle persone meno fortunate: vengono pagate le bollette  o si contribuisce alla spesa, si favorisce la ricerca di un impiego o ci si impegna ad offrire un pasto ed un letto caldo ai senza tetto presenti in città.

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L’ aggregazione è aperta a chiunque ne voglia far parte ed abbia voglia di operare nel bene tramite opere di carità, vengono organizzate diverse  attività  tra i componenti della Società che vengono svolte più o meno con lo stesso rito che avvenne per la prima volta nella chiesa dei Santi Martiri alla prima riunione del movimento torinese: si apre l’ incontro con una breve preghiera, si redige un documento in cui si osserva la situazione delle persone assistite, si fa una colletta con cui finanziare i progetti futuri e si conclude con un’ ultima preghiera.

Una presenza molto forte in città, anche se silenziosa, quasi impercettibile, ma che da 165 anni da modo a chi è meno fortunato di rendere viva la fiammella della speranza.

 

Alessandro Rigitano

 

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