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5 maggio 1948: anche il simbolo della Repubblica Italiana è made in Torino

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5 maggio 1948: anche il simbolo della Repubblica Italiana è made in Torino
5 maggio 1948: anche il simbolo della Repubblica Italiana è made in Torino
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Il simbolo della Repubblica Italiana è l’emblema identificativo dello Stato Italiano. È uno dei simboli patri italiani ed è stato adottato ufficialmente il 5 maggio 1948

Avete presente il simbolo della Repubblica Italiana?

Si trova sullo stendardo presidenziale e ed è parte del logo della presidenza del consiglio dei ministri. Compare negli spot delle elezioni, in quelli che ti spiegano come e per cosa si vota questa volta, ed in alcune pubblicità progresso. Giusto per fare alcuni esempi. Ancora non vi sovviene? Lo trovate qui insieme all’articolo.

Forse a questo punto vi state domandando il perchè di tanto interesse. E’ presto detto.

Il 5 maggio decorre l’anniversario di quando, nel 1948, il parlamento emanava un decreto che ufficializzava l’adozione di tale stemma. A vincere il bando di concorso per aggiudicarsi il progetto fu Paolo Paschetto, artista dalla profonda fede evangelica. Paschetto era noto per la sua produzione nel campo della decorazione e della grafica. Nato a Torre Pellice, in provincia di Torino, nel 1885, si formò a Roma.

La scelta tuttavia non fu semplice e nemmeno immediata.

Dal momento in cui l’allora presidente del consiglio, Alcide De Gasperi, incarica una commissione preposta allo studio dell’emblema della repubblica, a quello in cui ne viene sancita l’entrata in vigore, intercorre un tempo di circa 20 mesi.

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Paolo Paschetto, ovvero il Torinese autore dello stemma della repubblica italiana

Nel 1946 fu indetto un primo bando di concorso a cui parteciparono più di 300 persone che ricevettero istruzioni piuttosto generiche. Bisognava proporre disegni semplici e privi da riferimenti ai singoli partiti politici. L’unica condizione era “introdurre tra i simboli la stella d’Italia, escludendo le personificazioni allegoriche e traendo ispirazione dal senso della terra e dei comuni”. Tuttavia nessuno riuscì a soddisfare le aspettative.

Dopo questi fallimentari risultati la commissione nel 1947 decise di affidare il compito a cinque differenti artisti, tra cui Paschetto. Questa volta la consegna era precisa: “Come elemento principale deve figurare nel centro dello stemma una cinta turrita con porta aperta che abbia forma di corona, ma apparenza anche di nobile edificio, […] sarà opportuno non trascurare le norme del Regolamento tecnico-araldico: facendo possibilmente in modo che l’intera cinta e le torri siano tutte visibili.

Lo stemma dovrà essere completato in basso (in punta) dalla figurazione del mare, in omaggio alla posizione e al destino naturale della penisola italiana e, in alto (nel capo), da una stella raggiante di cinque punte. Si potrà anche studiare, se, e in qual modo introdurre nello stemma le due parole che rappresentarono il programma del Risorgimento che, come tali, sono iscritte sul fronte del Vittoriano, ma che non sono oggi di minore attualità: Unità, Libertà.”

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Infatti, il simbolo della Repubblica Italiana di oggi è composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota dentata, tra due rami, uno di olivo e uno di quercia, legati da un nastro rosso, con la scritta bianca in carattere capitale “Repvbblica Italiana”.

Fu scelto proprio uno dei tre bozzetti presentati dall’artista piemontese, più volte modificato secondo le direttive della commissione, fino ad arrivare alla versione definitiva.

Paolo Paschetto, ovvero il Torinese autore dello stemma della repubblica italiana
Paolo Paschetto, ovvero il Torinese autore dello stemma della repubblica italiana

Sembrava fatta, tuttavia la tiepida accoglienza che ricevette il lavoro ultimato spinsero all’istituzione di un secondo bando di concorso, nel gennaio 1948, a cui parteciparono quasi 100 artisti.

Questa volta il tema era libero. Anche questa volta fu scelto un disegno di Paolo Paschetto.

Per la descrizione dell’opera finale vi rimandiamo alle parole della Gazzetta Ufficiale dell’epoca che così lo descrive: “L’emblema dello Stato, approvato dall’Assemblea Costituente con deliberazione del 31 gennaio 1948, è composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale ‘Repubblica Italiana’”.

Daniele De Stefano

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