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4 maggio, ore 17 e 03: guardare Superga…

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Torino 4 maggio, ore 17 e 03: guardare Superga...
Torino 4 maggio, ore 17 e 03: guardare Superga...

4 Maggio 2016. Per la sessantasettesima volta guardiamo Superga. Se c’è il sole, chiedendoci come sarebbe andata se anche quel giorno il tempo fosse stato così bello.

Guardiamo Superga e pensiamo che è un attimo cadere nella retorica, però, chissà come mai, riusciamo a tenerci sempre a un millimetro da quel baratro, che significherebbe svilire il ricordo dei nostri Ragazzi, ridurli a santini.

La loro leggenda si trasforma in racconto, racconto di un periodo che non riusciamo minimamente a immaginare, ma che sentiamo ugualmente nostro. Racconto che si narra attorno al fuoco, che i nonni tramandano ai nipotini, facendolo rimanere vivo e sicuri che così rimarrà anche quando gli ultimi contemporanei di quel fatto non ci saranno più.

Guardiamo Superga e ci saliamo. In tantissimi saliranno oggi, chi crede portando una preghiera, chi non crede tenendo nel cuore una preghiera di un altro tipo, più laica, ma al tempo stesso sacra, che comincia con “Bacigalupo-Ballarin-Maroso”.

In tantissimi, al tempo stesso, saliranno in altri momenti, quando la folla se ne sarà andata e potranno stare davanti alla lapide, quella lapide che, quando giri intorno alla Basilica, appare quasi all’improvviso e ti fa fermare il cuore, anche se l’hai già vista mille volte.

Torino 4 maggio, ore 17 e 03: guardare Superga...

Guardiamo Superga e pensiamo al presente, al Toro di oggi. A quante volte ci siamo vergognati che determinate squadre andassero lassù e a quanto siamo stati felici quando avevamo compagini finalmente degne della nostra idea granata che salissero, che si facessero vedere da Loro.

Questa è una di quelle volte, per fortuna, con un Capitano che è uno di noi anche arrivando da molto lontano, quasi un predestinato a leggere quei nomi.

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Guardiamo Superga e il giorno in cui la guardiamo più intensamente, quasi tutto il resto del mondo sembra quasi scattare sull’attenti. Quasi tutto il resto del mondo, perché c’è chi, come la Lega, anche quest’anno ha deciso di complicarsi e complicarci la vita col posticipo con l’Empoli fissato la sera del 4 Maggio e poi rinviato mille volte, in una sorta di “Elogio dell’approssimazione”.

Però gli altri sentono qualcosa: non è un caso se anche tifosi di altre squadre, soprattutto straniere, rendono omaggio a questa squadra. Non è un caso se Federico Buffa farà un documentario che mi fa venir voglia di fare l’abbonamento a Sky per una singola sera. No, che non è un caso.

Torino 4 maggio, ore 17 e 03: guardare Superga...

Guardiamo Superga e pensiamo alla morte.

Perché alle 17.03 tanti uomini terminavano la loro esistenza terrena per entrare in qualcos’altro. Ma quel qualcos’altro, quel Mito, si fonda un dolore reale, su lacrime vere, su famiglie ferite e questo non va mai dimenticato.

Però guardiamo a Superga e pensiamo anche alla vita, perché non parliamo mai di ciò che quei Ragazzi “hanno rappresentato”, ma di cosa “rappresentano”. Sono passati 66 anni e il tempo che usiamo è ancora, giustamente, l’indicativo presente, onestamente l’unico che si possa usare perché se continuiamo a commuoverci, ad avere i brividi, a non accettare qualsiasi stupida provocazione riferita a ciò che è successo su quella collina.

Loro sono ancora qui in mezzo a noi, in qualche modo e noi possiamo e dobbiamo dire, scrivere e urlare: “GRANDE TORINO PER SEMPRE”

Francesco Bugnone

 

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