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Toro: a Palermo pasticci e rimpianti

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Toro: a Palermo pasticci e rimpianti
Toro: a Palermo pasticci e rimpianti

La prima partita dopo un derby vinto è sempre un po’ particolare: il rischio della pancia piena e di un certo rilassamento mentale è dietro l’angolo, ma l’obiettivo Europa League più vicino non toglie fame al Toro.

E allora cos’è successo nei primi 45’ a Palermo? Forse un turnover troppo spinto per una squadra che, dovendo fare a meno già degli squalificati Moretti e Gazzi, ha relegato in panchina Maksimovic ed El Kaddouri.

Il risultato sta in una prova grigia di molti singoli: Padelli insicuro in uscita, Gaston Silva continua a convincere poco da centrale, Bovo da sufficienza stiracchiata, Farnerud fa notizia quando indovina una giocata, Benassi, che sembrava in ripresa dopo Sassuolo e derby, torna a sbagliare la lettura di quasi tutte le situazioni, Martinez non punge praticamente mai.

Tutto questo si riversa sulla prova di squadra, con la fase difensiva affannosa come raramente accaduto e l’attacco quasi impalpabile.

Toro: a Palermo pasticci e rimpianti
Toro: a Palermo pasticci e rimpianti

I rosanero, sgombri di testa, vanno a segno due volte con Vitiello e Rigoni, sfruttando disattenzioni granata, e colpiscono la traversa che avrebbe chiuso la partita con una zuccata di Andelkovic. Il provvisorio pareggio da rapace d’area di un Bruno Peres in palla è grasso che cola e si è di fronte al paradosso di sperare che il cronometro corra veloce fino al 45’, mentre si sta perdendo.

Nella ripresa, come auspicato, la musica cambia: entrano El Kaddouri e Maxi Lopez, con un impatto pazzesco sulla partita.

Una loro combinazione porta immediatamente al 2-2, viziato da una millimetrica posizione di fuorigioco dell’argentino.

Mentre la fase difensiva continua a essere inferiore al consueto, adesso davanti il Toro riesce a fare paura, paura che diventa terrore quando, a una manciata di minuti dal 90’, “El Ka” crossa perfettamente per Maxi che incorna la rete che varrebbe un clamoroso sesto posto, ma, altrettanto clamorosamente, Gervasoni, richiamato dal giudice di porta, annulla.

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Decisione di pesantezza immane, nell’economia di un campionato che, nelle ultime gare, derby escluso, ha visto qualche decisione di troppo ai danni dei granata.

Tanti rimpianti, quindi, per la rete clamorosamente annullata, ma anche per avere regalato un tempo agli avversari, cosa intuibile sin dalla lettura della formazione.

Il campanello d’allarme, qui, deve suonare più per Cairo che per Ventura: con poca qualità, si rischia di dover pagare carissimo la prima flessione, la prima indisponibilità pesante, il primo intoppo.

Toro: a Palermo pasticci e rimpianti
Toro: a Palermo pasticci e rimpianti

 

Vedremo se il mercato colmerà la lacuna in modo convincente, e non ci si deve per forza svenare per farlo, quest’esigenza, cosa che la tifoseria apprezzerà sicuramente di più rispetto alle folkloristiche, ma poco utili, dichiarazione anti-bianconere del presidente di questi giorni.

Rimpianti, ma anche una certezza: questo Toro c’è eccome e può giocarsela fino alla fine nel gruppone delle pretendenti ai due posti rimanenti per l’Europa League. Per quattro volte sotto nelle ultime quattro gare, si è sempre rialzato in fretta.

L’idea di gioco c’è e anche in una serata a intermittenza, come quella di ieri, si è vista. La voglia anche: il rammarico dopo il 2-2 del “Barbera”, di base un risultato tutt’altro che disprezzabile, fa vedere che il gruppo ci crede.

Ora non serve far tabelle o proclami quali “bisogna vincerle tutte”, perché sono soltanto ansiogene e portano anche sfortuna (chiedere a Inzaghi per informazioni). Bisogna fare quello che si sa fare con concentrazione e capacità di essere propositivi. Bisogna fare il Toro di Ventura 2014-2015.

 

Francesco Bugnone (Foto sportali.it)

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