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Palazzo Nuovo, chiuso per Amianto

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Sono ben sedicimila gli studenti sfrattati da Palazzo Nuovo, e per adesso non è ancora chiaro che accadrà.

Poche ore fa si è svolto un vertice a palazzo di Giustizia nel quale il sindaco Fassino ha incontrato il procuratore capo Spataro e il pm Guariniello volto ad affrontare le implicazioni pratiche della vicenda.

I fatti: fino al 27 aprile la sede è chiusa a causa di amianto, rilevato in alcune zone del palazzo. Nulla è aperto: uffici, aule, sale studio, biblioteche.

E questo nonostante le massicce operazioni di bonifica degli anni passati: la Procura torinese, intanto, ha iscritto nel registro degli indagati il Rettore Gianmaria Ajani. L’ipotesi di reato: omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

L’Ateneo, attraverso il sito ufficiale, risponde che da tempo ha affidato ad Arpa Piemonte la mappatura della
eventuale presenza di amianto nelle sue sedi.

«La decisione della chiusura – si legge in una nota – è finalizzata a svolgere e a rendere più facile ed efficace il completamento dei sopralluoghi per provvedere agli eventuali interventi necessari».

Una situazione che non si prevede di semplice risoluzione, quantomeno a livello giudiziario. Palazzo Nuovo di fatto si conferma come un edificio non ancora sicuro. Basti pensare ai due docenti e al bibliotecario morti, probabilmente proprio a causa dell’amianto, dopo avere lavorato a Palazzo per 30 anni.

Abbiamo fatto riferimento ai lavori di bonifica di anni fa: ebbene, basti un dato: su 3350 metri quadrati di area, ben 950 al 2003 erano ancora da bonificare. Occorrerebbe sapere a che cifra siamo oggi.

Redazione M24

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