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Metti una USB… nel muro

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Metti una USB… nel muro
Metti una USB… nel muro

Aram Bartholl è un artista tedesco, nello specifico di Brema, che ha intrapreso uno strano modo di dimostrare il suo estro artistico: avete presente le ormai comunissime penne USB?

Bene, lui ha deciso di piantare, nel vero senso della parola, un banco di queste memorie portatili, in ogni muro che incontra sulla sua strada.

Ha creato un sito web con una mappa costantemente aggiornata, in cui è possibile seguire i suoi progressi, e individuare la localizzazione, con tanto di coordinate GPS, per ogni memoria installata.

 

Metti una USB… nel muro
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Nei suoi 5 anni di attività ha installato 1500 USB per un totale di 10000 giga di memoria e 5 di queste sono a Torino!

La numero 841 di 4 giga in via Delle Orfane 30A, la numero 518 di 2 giga in Viale Virgilio 107 nel Parco del Valentino, la 254 di 4 giga situata alla “Drogheria” in piazza Vittorio Veneto 18, la 430 di 520 mb murata in via Silvio Pellico, e la 842 sempre di 4 giga in via Saluzzo 21 a San Salvario.

Il messaggio che viene trasmesso da Aarm è semplice: in un’ epoca in cui siamo immersi in una marea di dati rischiamo di perdere il senso della realtà, troppe informazioni, troppi strumenti informatici, troppi segnali ci arrivano dal  mondo 2.0, ma dietro a tutto questo c’è e ci sarà sempre una persona in carne ed ossa.

Questa è la metafora, la USB collegata al muro significa proprio questo, il mondo delle informazioni collegato ad un edificio, un edifico vivo che viene reso tale da chi lo abita.

Metti una USB… nel muro
Metti una USB… nel muro

La USB rappresenta le informazioni del mondo odierno, l’edificio il tramite con cui vengono trasmesse, e poi noi, noi che creiamo i contenuti e rendiamo tutto questo possibile.

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Aarm all’ interno della periferica lascia solamente una promo del suo progetto, poi la memoria è disponibile a chiunque voglia utilizzarla, in qualunque modo ritenga più giusto.

Un’ idea originale e singolare, che ha fatto capolino anche tra i muri della nostra città!

 

Alessandro Rigitano

 

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