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Carceri nuove…cos’erano e cosa sono

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“Dal letame nascono i fiori” cantava Fabrizio De Andrè nella sua “Via Del Campo”.

Questa famosa strofa della nota canzone sembra calzare perfettamente per la ex casa circondariale “Le Nuove” in Corso Vittorio Emanuele II.

Inaugurata su progetto dell’ architetto Giuseppe Polani nel 1870 con l’intento di creare un vero e proprio carcere, ancora assente nell’ allora Capitale, la struttura comprendeva 648 celle singole, due cappelle, sei cortili e tredici bracci su un’ area complessiva di 37.634 metri quadrati.

L’ edificio apparve rigido e lugubre ma permise ai detenuti di migliorare notevolmente il tenore di vita rispetto alle prigioni precedenti sparse per la città, spesso ricavate all’ interno di scantinati o edifici molto vecchi in cui abbondavano umidità e condizioni di vita al limite dell’ accettabile.

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Durante la guerra l’ edificio viene usato dai fascisti per richiudere gli oppositori politici, e dai nazisti come luogo di tortura e sevizia: persero la vita in questo luogo molti partigiani ed ebrei torinesi come Emauele Artom.

Nel dopoguerra iniziano a verificarsi i primi cambiamenti e adattamenti alle nuove leggi repubblicane, ma “Le Nuove” sono ancora protagoniste di atti di violenza: qui si consumarono alcuni dei più atroci attentati da parte delle Brigate Rosse negli anni ’80.

Il 13 Ottobre 1986 viene aperta la nuova casa circondariale “Lorusso e Cotugno” nel quartiere Vallette, e le vecchie carceri estinguono il loro ruolo di luogo di sicurezza.

All’ inizio del nuovo millennio si avviano i lavori per rendere ai cittadini questo spazio, per farlo rivivere sotto un’ altra luce.

L’ associazione “Nessun uomo è un’ isola ONLUS”, fondata il 20 Marzo 2001, si pone come obiettivo quello di recuperare la struttura e la memoria storica dei 130 anni de “Le Nuove” per la nostra città, coinvolgere i giovani che si facciano carico di questa “mission”  dimostrando che un luogo creato per isolare possa invece accogliere e includere, anche ascoltando testimonianze verbali dirette da parte di chi ha qualcosa da dire.

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Ora alle ex carceri  si organizzano fiaccolate della memoria, presentazioni di libri, ma non solo.

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E’ presente un museo che porta alla scoperta dei luoghi nascosti all’ interno della struttura tramite un percorso di rielaborazione storica di cosa sono stati quei luoghi: il biglietto costa 6 Euro, la visita ha una durata di due ore con partenza alle 15.00 dal Lunedì al Sabato mentre  la Domenica tre visite guidate con partenza alle 9.00, 15.00 e 17.00.

Nel 2010 è stato scoperto il rifugio antiaereo, nel 2011 è stato ripulito e riordinato dai volontari ed è attualmente visitabile dietro ad un’ obbligatoria prenotazione.

Infine anche la cappella interna ha ripreso la sua funzione, e si può udire Messa la seconda e quarta Domenica del mese alle 10.30.

Dal letame nascono i fiori, e da un carcere nasce un museo!

 

Alessandro Rigitano

 

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