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Aumentano i ricchi, ma Torino è più povera

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Aumentano i ricchi ma Torino è più povera
Aumentano i ricchi ma Torino è più povera

Le disgrazie di alcuni possono essere la fortuna di qualcun altro; si sa, si dice. Le impietose leggi dell’economia ci insegnano che le crisi, per quanto gravi, sono foriere di opportunità per chi è in grado di coglierle, ovviamente avendo le capacità e soprattutto i mezzi per poterlo fare.

Accade così di scoprire dalle dichiarazioni del 2014 che nel 2013 il numero di cittadini ricchi a Torino è aumentato, passando da 6910 a 6961: 51 persone in più rispetto all’anno precedente dichiarano nell’IRPEF guadagni lordi superiori ai 120 mila euro l’anno.

Un buon numero di nababbi in più nel giro di un anno, a cui si accompagnano le 31 mila persone che per il fisco percepiscono tra 75 e i 120 mila euro all’anno.

Aumentano i ricchi ma Torino è più povera
Aumentano i ricchi ma Torino è più povera

Ovviamente la gran parte dei nostri concittadini si mantiene su cifre decisamente più popolari, infatti la maggior parte si divide tra la fascia tra i 15 e 55 mila e quella inferiore a 15 mila euro all’anno. Una situazione mediamente migliore della media italiana che vede un cittadino su due guadagnare meno di 15 mila.

Sarebbe tutto molto bello se a questi dati non ne andasse aggiunto un altro particolarmente significativo: il numero di persone che hanno presentato una dichiarazione dei redditi (e che quindi guadagnano) è inferiore rispetto al 2012 di quasi 8500 persone.In pratica tra i circa 636 mila contribuenti, 311 mila offrono prestazioni lavorative come dipendenti e 245 mila sono pensionati.

I primi hanno percepito un reddito medio di 23373 euro, rispetto ai 22996 del 2012; i secondi 19317 contro i 18805 dell’anno precedente. Buone notizie se non fosse che entrambi i gruppi hanno perso più di 4000 membri rispetto all’anno precedente: chi guadagna, percepisce poco di più e aumentano di parecchio coloro che non hanno entrate. Una tendenza pericolosa.

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Aumentano i ricchi ma Torino è più povera

Va comunque ricordato le cifre non tengono ovviamente conto dei livelli di evasione e che quando si parla di valori medi è sempre bene fare molta attenzione nel tirare le conclusioni.

Mi permetto di citare Charles Bukowski e il suo pensiero in proposito: “Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media”.

 

 

Daniele De Stefano

 

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