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Università di Torino: gli studenti stranieri sono il doppio rispetto alle altre città d’Italia

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Università di Torino: gli studenti stranieri sono il doppio rispetto alle altre città d'Italia
Università di Torino: gli studenti stranieri sono il doppio rispetto alle altre città d'Italia

Gli studenti fuori sede non sono certo una novità per qualsiasi università. Che sia per motivi di dislocazione geografica o di prestigio dell’Ateneo scelto, è pressoché impossibile non trovare, in una qualsiasi università, numerosi studenti provenienti da diverse città e Paesi di tutto il mondo.

Non fa eccezione l’Università degli Studi di Torino.

Il 9 marzo 2015 è stata presentata, al Centro Incontri Torino Incontra, la ricerca “Knowledge migration. Scelte di mobilità e percorsi di integrazione degli studenti internazionali a Torino”.

La ricerca riguarda la presenza, in termini percentuali, di studenti stranieri trasferiti per motivi di studio negli atenei del Piemonte e di Torino. La percentuale maggiore risulta iscritta ai due principali atenei torinesi, l’Università degli Studi di Torino per le facoltà umanistiche e il Politecnico per le facoltà scientifiche.

Il Piemonte vede un’affluenza di studenti stranieri pari all’8,4%, la più alta in Italia, in cui la media generale è pressoché dimezzata (4.2%). I dati piemontesi sono molto vicini invece a quelli europei, dove si percepisce un’affluenza pari all’8%.

Università di Torino: gli studenti stranieri sono il doppio rispetto alle altre città d'Italia

Citando la presentazione di Knowledge migration: -Attraverso un’indagine qualitativa, lo studio indaga, inoltre, le motivazioni che orientano gli studenti internazionali nella scelta dell’Italia, della città di Torino e dei due atenei torinesi, in quanto destinazione della mobilità per studio. La ricerca prende, infine, in considerazione le esperienze di studio e di integrazione a destinazione, nonché la propensione degli studenti internazionali a trattenersi a Torino e in Italia dopo il conseguimento della laurea, in corrispondenza della ricerca del lavoro e del primo inserimento professionale.-

La scelta di Torino non è affatto casuale: la città offre infatti un servizio di welfare percepito come estremamente vantaggioso, grazie all’erogazione di borse di studio, servizi riguardanti l’assegnazione di posti letto ed esoneri dal pagamento delle tasse d’iscrizione. Importante è anche l’insegnamento, qualitativamente alto, e l’ampia offerta didattica compatibile con le esigenze di uno studente estero e finalizzate all’internazionalizzazione.
Il risultato sembra pressoché univoco: la Torino universitaria attira moltissimi studenti, per un totale di quasi 7500 ragazzi.

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Al di là dei semplici dati statistici, la maggior parte degli stranieri che frequentano le aule del Politecnico (il 67% del totale) provengono dalla Cina, dall’Iran e dal Pakistan. Per quanto riguarda l’Università, invece, gli studenti esterni hanno un’affluenza maggiore da Albania, Cina, Romania, Camerun e Marocco.

Alla presentazione è seguita una tavola rotonda con la presenza del presidente di Fieri, Giovanna Zincone, del sindaco Piero Fassino e dei rettori dell’Università Gianmaria Ajani e del Politecnico Marco Gilli. Secondo il sindaco Fassino: -E’ necessario aprirsi, attrezzarsi per ricevere, offrire occasioni ed eccellenze. E’ indispensabile che agli attuali 4000 posti residenziali Edisu se ne aggiungeranno 5 mila entro i prossimi 3 anni. E’ importante dare continuità a questa politica di internazionalizzazione che va sedimentata. Nell’età della globalizzazione la competitività non è solo tra imprese, ma tra territori.-

 

Giulia Porzionato

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