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Momento no per la Cavallerizza Reale

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Fino alla fine dell’Ottocento la sua funzione di area al servizio delle attività di Palazzo Reale e agli edifici di comando dello Stato Sabaudo la vedevano scenario di giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e riparo per le carrozze.

Poi camerini, sala di montaggio scenografie e infine palcoscenico per alcuni spettacoli del Teatro Stabile. A fine agosto un incendio ha distrutto un’ala del complesso.

Momento no per la Cavallerizza Reale Torino

Dopo sei mesi di indagine il gip ha disposto l’archiviazione del procedimento contro ignoti. Cioè non è stato trovato alcun responsabile.

Le telecamere della zona non sono state utili a questo proposito così come infondate si sono dimostrate le piste che portavano a sospettare del titolare del circolo, che era stato sfrattato, e del custode.

 

Nessun collegamento neanche con il collettivo che tempo prima aveva occupato alcuni locali della Cavallerizza. E intanto l’edificio, «Luogo simbolo della storia di Torino al centro di un ideale asse della cultura torinese» e riconosciuto da tempo patrimonio dell’Unesco, oltre che rimanere senza i colpevoli che l’hanno danneggiato, è ancora senza un preciso disegno per il suo futuro.

Momento no per la Cavallerizza Reale Torino

 

Ad inizio mese si sono incontrate le istituzioni culturali cittadine (il rettore dell’Università Gianmaria Ajani, la presidente del Teatro Stabile Evelina Christillin e il presidente della Fondazione Torino Strategica, nonché ex sindaco della città, Valentino Castellani) per confrontarsi su un eventuale progetto di recupero e riqualificazione della struttura che avrebbe l’obiettivo di scongiurare la frammentazione del complesso.

Ma ad oggi la Cavallerizza, grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica di Carlo Emanuele II di Savoia, se ne rimane semidimenticato in attesa che qualcuno lo riporti ai fasti di un tempo. Decisamente il suo momento no.

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Serena Fabrizio

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