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Car Sharing: presente e futuro a Torino

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Da qualche mese la città di Torino ha deciso di aprire car sharing privato: accanto alle auto con la scritta “Io Guido” di Car City Club ci sarà finalmente spazio per una concorrenza che si annuncia davvero interessante, sia dal punto di vista delle tariffe, sia da quello dell’innovazione.

Il Comune di Torino ha infatti indetto un bando finalizzato a portare il parco autoveicoli “condivisi” a 1.500 unità: ciascun nuovo operatore potrà avere in dotazione un minimo di 120 mezzi sino ad un massimo di 450.

Un progetto che mira ad implementare un sistema di mobilità individuale complementare al trasporto pubblico e privato, anche e sopratutto in previsione di due grandi eventi come l’Ostensione della Sindone e l’Expo 2015.

Cambia anche il concetto stesso di car sharing, poiché i futuri competirors del Comune di Torino introdurranno la versione denominata “free floating” di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa: un sistema che consentirà agli utenti di reperire l’auto più vicina attraverso un’app sul proprio smartphone oltre alla possibilità di lasciarla in un qualsiasi parcheggio cittadino al termine del noleggio e non soltanto negli spazi specificatamente dedicati.

La prima ad approfittarne sarà Car2go della Daimler AG, una società del gruppo Mercedes, che fra Europa e Nord America mette a disposizione dei propri clienti circa 12.500 fra Smart a contenuto impatto ambientale (98 g CO2/km).

Dal 2009 ad oggi sono stati effettuati più di 32 milioni di noleggi nel mondo: un noleggio Car2go ogni 1,5 secondi. In Italia è già attiva a Milano, Roma e Firenze con risultati incoraggianti: dal 9 aprile le Smart modello Fotwo bianche e blu faranno il loro debutto nel capoluogo piemontese.

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Si prevede che molto presto anche le 500 rosse di Enjoy faranno capolino nelle strade della nostra città: la società appartenente al gruppo Eni e realizzata in partnership con Fiat e Trenitalia, dal 2013 opera anch’essa tra Roma, Milano e Firenze.

Altre vetture “papabili” sono le Volswagen Up azzurre della milanese Twist, ma l’elenco è destinato ad allungarsi ancora: il car sharing sembra destinato a cambiare radicalmente la nostra concezione della mobilità urbana. Si dice che ambiente e portafogli saranno i primi beneficiari.

Edoardo Ghiglieno

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