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Raffaello a Torino: la seconda volta non si scorda mai

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Raffaello a Torino: la seconda volta non si scorda mai
Raffaello a Torino: la seconda volta non si scorda mai

Per la prima volta a Torino viene esposto il dipinto Madonna del Divino Amore di Raffaello: prestito che nasce dalla collaborazione tra la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la Soprintendenza speciale per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta

Negli ultimi anni sono state realizzate importanti mostre dedicate a Raffaello, che hanno messo a fuoco i diversi momenti del percorso artistico del pittore. Dalla mostra della National Gallery del a quella su Raffaello giovane di Urbino alle recentissime esposizioni dedicate all’ultimo Raffaello al Museo del Prado e al Louvre, si sono verificate numerose occasioni di studio, approfondimento e confronto.

Un altro dipinto di Raffaello era approdato a Torino qualche tempo fa, ma in un altro museo cittadino ovvero l’attivissimo Palazzo Madama. Anche se spesso i visitatori pensavano di trovarsi di fronte a una vera mostra e magari, un po’ delusi, arrivavano di fronte a un solo quadro proveniente dagli Uffizi di Firenze, il nome di Raffaello comunque chiama a rapporto tutti.

E quale posto non è più indicato per accoglierlo se non il nostro “scrigno” cittadino?

Il Museo di Capodimonte ha partecipato con i suoi dipinti a queste iniziative, realizzando importanti interventi di restauro e campagne di indagini che hanno contribuito significativamente alla comprensione del complesso e affascinante iter creativo di Raffaello ed in particolare della celeberrima Madonna del Divino Amore.

Raffaello a Torino: la seconda volta non si scorda mai. Torino
Raffaello a Torino: la seconda volta non si scorda mai. Torino

Si è venuto così a costituire un patrimonio di conoscenze sui processi di ideazione e sulla tecnica esecutiva del pittore, solo parzialmente resi noti nelle più ampie mostre monografiche.

Con la mostra di cui parliamo troviamo una situazione leggermente diversa: a seguito di molti studi su Raffaello pittore in generale e su questo dipinto, in particolare, questa esposizione diventa l’occasione per presentare in maniera esauriente e significativa i risultati di questi studi e soprattutti i supporti digitali, rendono più facilmente comprensibili le indagini riflettografiche.

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Tali indagini consentono di leggere – anche al grande pubblico – la struttura interna del dipinto e le numerose varianti e pentimenti dell’artista durante la stesura dell’opera.

A tutto ciò si aggiungono una serie di disegni e schizzi preparatori del maestro urbinate conservati nelle più prestigiose collezioni grafiche europee, due proveniente dall’Albertina di Vienna e uno dal museo delle Belle Arti di Lille.

Insomma non siamo di fronte alla semplice esposizione di un quadro che cerca di attrarre visitatori e fare la conta dell’aumento di ingressi. E’ qualcosa di più: forse non a livello dei grandi musei europei (ma non era questo l’intento) ma sicuramente l’occasione per molti concittadini e turisti di ammirare un quadro di uno dei maggiori maestri della pittura italiana, che non necessariamente abbiano la possibilità di arrivare fino a Napoli.

Bando alla puzza sotto il naso visto che molti potrebbero trovare questa occasione modo per denunciare l’ormai proliferare di mostre d’arte facili e prive di studi scientifici alle spalle.

A parte che non è questo il caso e poi, l’arte deve essere ammirata con gli occhi. E basta.

La Madonna del Divino Amore

alla Pinacoteca Agnelli dal 17 marzo al 28 giugno 2015

per info: Pinacoteca Agnelli

 

Giulia Copersito

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