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La Spina centrale di Torino

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TORINO E LA SPINA CENTRALE
TORINO E LA SPINA CENTRALE

La città non è un corpo immobile. E’ in realtà un organismo dinamico che cambia nel tempo in stretta relazione con le persone che la vivono: un rapporto biunivoco in cui le persone si adattano al modificarsi del territorio ed il territorio viene trasformato seguendo le esigenze di chi lo abita.

Capita così che interventi di riqualificazione “restituiscano” ai cittadini spazi dismessi residui di realtà passate, per lo più aree industriali e di servizio che diventano la nuova città da vivere e ci legano ad un territorio a cui sentiamo di appartenere e che ci appartiene.

Il progetto de La Spina Centrale è un massiccio intervento che prevede la nascita di un’arteria che taglia Torino da nord a sud, una dorsale divisa idealmente in quattro tronconi che, occupando l’area del vecchio passante ferroviario, colleghi corso Turati col raccordo Torino-Caselle di corso Grosseto.

TORINO E LA SPINA CENTRALE

TORINO E LA SPINA CENTRALE

La Spina 1 è l’unica parte già interamente realizzata, parte dal parco clessidra (chiamato così proprio per la forma della sua pianta) compreso tra largo Turati e largo Orbassano, sotto cui si snoda il quadrivio Zappata, il posto di movimento che mette in comunicazione le linee ferroviarie di Torino Porta Susa, Torino Porta Nuova, Torino Lingotto e Torino San Paolo. Prosegue poi in direzione di corso Mediterraneo e Corso Castelfidardo: un percorso imponente con due/tre corsie per senso marcia, controviale pavimentato in pietra di fiume e pista ciclabile, che passando tra il politecnico e le OGR (Officine Grandi Riparazioni) arriva fino a corso Vittorio Emanuele.

Questa prima parte ospita anche due importanti opere d’arte, quali Opera per Torino di Per Kirkeby, situata su largo Orbassano, e L’Igloo di Mario Merz, dentro una grande fontana dove corso Mediterraneo incrocia corso Lione; e merita menzione anche l’Albero-Giardino di Giovanni Pennone, un albero rovesciato con tre rami in un giardino triangolare all’incrocio con corso Ferrucci.

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TORINO E LA SPINA CENTRALE
 

L’intera lunghezza di corso Inghilterra invece costituisce invece l’area di La Spina 2, un viale che una volta realizzato (i finanziamenti sono stati trovati, devono essere appaltati, ma non seguiranno il progetto originale, più oneroso, per via di una revisione dei fondi) sarà costituito da tre corsie in direzione di Piazza Statuto affiancate da una banchina con pista ciclabile, seguendo il progetto di corso Mediterraneo. Il percorso costeggerà la stazione di Sorta Susa, i cui binari interrati si snodano tra corso Inghilterra e corso Bolzano, che la affiancano parallelamente consentendo l’ingresso da ambo i lati. Piazza Statuto verrà in parte resa pedonale e un tunnel sotterraneo consentirà lo scorrimento del traffico degli autoveicoli.

Da li parte La Spina 3, che del lavoro complessivo occupa la superficie più ampia e, attraversando il territorio delle circoscrizioni 4 e 5,  in un’area di oltre due milioni di metri quadrati, arriva fino a piazza generale Baldissera. Un progetto importante, diviso in sette macro-zone create in corrispondenza di altrettanti vecchi fabbricati industriali, che ha già visto realizzarsi alcuni obbiettivi: Sull’area dell’ex-Fiat-Ferriere sorge l’Environement Park e di fronte è nato il centro commerciale Dora. E poi strutture residenziali, un ipermercato, un hotel…

In largo Piero della Francesca è stata costruita la nuova sede della curia riadattando una vecchia ciminiera a simbolo di cristianità, a testimonianza del passato di questo quartiere.

Chiude il nostro viaggio La Spina 4, che seguendo il percorso di corso Venezia arriva fino a corso Grosseto e al raccordo per Caselle. Oggetto della riqualificazione interesserà anche di corso Vigevano, via Stradella e del parco Sempione.

Una città sempre più viva, dotata, a progetto ultimato anche di una simbolica spina dorsale. Una città di cui mi piace pensare che noi siamo la testa ed il cuore.

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Daniele De Stefano

 

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