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A Torino il primo intervento italiano con i Google glass

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A Torino il primo intervento italiano con i Google glass
A Torino il primo intervento italiano con i Google glass

Per la prima volta in assoluto in Italia, a Torino è stato effettuato un intervento di cardiochirurgia su un paziente con l’ausilio dei Google glass.

L’uomo, che necessitava della sostituzione di una valvola aortica, è stato operato dal Prof. Mauro Rinaldi, direttore di cardiochirurgia universitaria alle Molinette, e si trova ora ricoverato in terapia intensiva dopo che il suo intervento risulta riuscito.

Il chirurgo, con un approccio totalmente innovativo, ha utilizzato per la prima volta nel nostro paese lo strumento dei Google glass, amplificatori di realtà aumentata che hanno la particolarità di proiettare sull’occhio di chi li indossa le immagini osservate come se si trovassero su uno schermo da 25 pollici visto da poca distanza.

La tecnologia della realtà aumentata, nota al grande pubblico per la sua implicazione nell’industria dei videogiochi, sta diventando sempre di più una valida alternativa ai convenzionali strumenti di lavoro in tanti ambiti: la medicina è uno di questi e probabilmente, molto presto, non se ne potrà più fare a meno.

A Torino il primo intervento italiano con i Google glass
A Torino il primo intervento italiano con i Google glass

Ma come funzionano i Google glass?

Senza scendere nelle specifiche tecniche,si può dire che le lenti del futuro siano un dispositivo discreto, che risponde a comandi vocali e touch (grazie al mini pad presente sul lato destro), in grado di dare e ricevere informazioni. Il chirurgo che si è cimentato in questo intervento, così come tutti coloro che introdurranno i Google glass nella moderna medicina, ha potuto osservare il campo operatorio con maggiore completezza, dare informazioni più rapide ai colleghi presenti in sala e sveltire il controllo dei dati inerenti il paziente in tempo reale, facendo guadagnare tempo e aumentando la sicurezza del medesimo.

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Gli occhiali del futuro dunque, si sono fatti strada nella medicina e nella nostra città. Di questo passo, forse, potranno essere impiegati anche per lo svolgimento di procedure routinarie e andare a migliorare ulteriormente il sistema sanitario torinese che negli ultimi anni si sta già muovendo verso la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica.

Francesca Palumbo

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