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Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…)

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Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…)
Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…)

Un inchiostro conduttivo, biocompatibile, biodegradabile, atossico e stampabile a getto.

Questa nuova invenzione, nata a Torino nei laboratori della Politronica Inkjet Printing e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, unisce le proprietà bidimensionali del grafene a quelle conduttive della polianilina per dare vita ad una nuova tipologia di circuito stampato.

Il principale settore toccato dall’invenzione tutta torinese è quello delle antenne; nel caso specifico il salto di tecnologia permetterà d’aiutare a proteggere il  Made in Italy.

Come? Tramite questi inchiostri verranno montati gli RFID (IDentificazione a Radio Frequenza) per la tracciabilità nelle confezioni di qualsiasi prodotto.

Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…)
Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…) [Struttura molecolare grafene]
A riguardo  Alessandro Chiolerio, fondatore di Politronica, dichiara a Tom’s Hardware: “I campioni di cellule, che bisogna tenere in frigorifero  a -80 gradi, devono essere tracciabili. Abbiamo sviluppato un sistema che funziona a quella temperatura, e che non esiste ancora sul mercato. – continua- Siamo partiti dalla necessità di usare cose non tossiche, nocive o cancerogene e questo ci ha ripagato successivamente. Le difficoltà nel realizzare inchiostri sono molteplici: la temperatura del laboratorio impatta sulle caratteristiche delle nanoparticelle e questo può a sua volta riflettersi sugli studi di sintesi. Lo stesso vale per l’umidità”.

Torino: un inchiostro salverà il Made in Italy (e non solo…)

Ovviamente i campi di utilizzo degli inchiostri brevettati dalla PIP sono innumerevoli. Si spazia dall’usarli come sostituto al silicio, al creare nuovi condensatori o addirittura nelle stazioni spaziali come riscaldatori per l’elettronica di bordo; quest’ultima soggetta ad una temperatura che si aggira attorno ai -270C°.

A detta del CEO di Politronica, ad oggi i compratori sono per lo più stranieri, ma non è tanto lì il problema quanto in vecchi modi di fare e in una vecchia tipologia di elettronica che potrebbero benissimo essere soppiantati da queste idee innovative. Ancora Chiolerio: “La gente deve sentire l’esigenza di dotarsi di queste soluzioni. Oggi sarebbe possibile creare una rivista con un piccolo schermo realizzato in printed electronics che interagisce con lo smartphone . La verità è che non se ne sente la necessità”.

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Insomma, la tecnologia è pronta. E noi?

@DamianoGrilli

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