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Nuove aperture in città, la Torino che cambia

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Nuove aperture in città, la Torino che cambia
Nuove aperture in città, la Torino che cambia

In questi ultimi mesi si sono notate numerose nuove aperture di attività commerciali che fino a poco tempo fa non esistevano a Torino.

Per essere più precisi, quando 10 anni fa circa comparvero i primi ristoranti e pseudo fast food che offrivano Kebab e piatti stranieri, questi erano davvero considerati una novità e i torinesi li guardavano con una certa curiosità. Con il tempo però, le aperture cosiddette “strane” sono diventate la normalità di questa città e sono sorti sempre più esercizi commerciali (anche non solo alimentari) che hanno completamente cambiato l’aspetto delle vie.

Nuove aperture in città, la Torino che cambia
Nuove aperture in città, la Torino che cambia

Facciamo qualche esempio per essere più chiari.

La centralissima via Garibaldi, perno dello shopping e delle passeggiate del sabato pomeriggio torinese, ha visto nascere nell’ultimo periodo negozi che non si erano mai visti, come ad esempio Amsterdam Chips. Tale attività è sostanzialmente un franchising, aperto dalle 10.00 a mezzanotte, che offre birra e patatine fritte olandesi. In centro a Torino insomma, oltre a camminare con il classico cono-gelato, si può passeggiare con un saporito cono di patatine fritte in mano.

Tra le novità mangerecce poi, è indimenticabile il KFC (Kentucky Fried Chicken) del Lingotto, secondo punto vendita in Italia del famoso pollo fritto statunitense, che alla sua apertura ha letteralmente fatto impazzire i nostri concittadini.

Un altro esempio di novità sono poi sicuramente i negozi che vendono un po’ di tutto, come Tiger, il famoso emporio low cost in cui i torinesi sanno di poter trovare piccoli accessori per la casa e per la cura della persona a un buon prezzo e facilmente.

A questi, più recenti, si aggiungono tutti i negozi più di nicchia, sia come posizione (traverse perpendicolari alle vie centrali e piccoli vicoli ciechi) che come contenuti, come nel caso delle perlinerie artigianali, i rivenditori di abiti usati, quelli di abiti antichi rimodernati e così via. In ultimo, ma non meno importanti, i venditori di sigarette elettroniche, prodotto dell’anno a tutti gli effetti tra il 2012 e il 2013 quando cominciarono letteralmente a spuntare come funghi.

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Un tempo i torinesi sapevano quali erano i negozi più diffusi nella loro città,mentre adesso è una sorpresa continua. Un bene? Un male? Il tempo lo dirà. Nel frattempo si può passeggiare per le vie del centro alla ricerca di negozietti intriganti, con un cono di patatine fritte tra le mani.

Francesca Palumbo

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