Home Teatro Il cordoglio di Torino per la scomparsa di Luca Ronconi, autentico innovatore...

Il cordoglio di Torino per la scomparsa di Luca Ronconi, autentico innovatore del teatro

13
SHARE
Luca Ronconi_fonte_La Stampa
Luca Ronconi

La vita di Luca Ronconi si lega profondamente a Torino, non solo per i cinque anni di direzione del Teatro Stabile, ma per una serie di produzioni che hanno segnato la storia del teatro italiano ed europeo.

Un legame artistico-affettivo che la Città ha fortemente condiviso e ricambiato come amava spesso ricordare il grande Maestro, che diceva: “Dei teatri che ho diretto mi sento più legato allo Stabile di Torino. È stata un’esperienza molto particolare e molto discussa. Sono legato alla città oltre che alle tante persone care che ancora vedo. Soprattutto mi piace il pubblico, culturalmente vivace, giovane, rigoroso”.

La scomparsa di Luca Ronconi lascia dunque a Torino un vuoto non solo artistico ma anche di vero affetto, un sentimento che nel tempo aveva unito pubblico e regista, consolidando un rapporto di reciproca intesa e stima.

Mario Martone, direttore artistico dello Stabile di Torino interpreta in prima persona questo sentimento: “Il teatro, non solo italiano, perde con Ronconi la possibilità di confronto con un artista che ha saputo spingere le menti di noi tutti (registi, attori, spettatori) verso confini inaspettati. Quanto ha fatto resta nella storia del teatro”.

“Ricordo con infinito affetto Luca Ronconi, con cui ho avuto la fortuna di dividere pezzi di vita torinese, imparando da lui saggezza, profondità e allegria. Il progetto Domani, realizzato per le Olimpiadi del 2006, rimane per me un’esperienza unica che porterò sempre nel cuore e nella mente, insieme alla sua delicata amicizia”, afferma Evelina Christillin, presidente dello Stabile.

Il cordoglio di Torino per la scomparsa di Luca Ronconi, autentico innovatore del teatro

Luca Ronconi fu direttore del Teatro Stabile di Torino dal 1989 al 1994.

Correlato:  I Marcido compiono 30 anni e aprono un teatro a Torino

Regista prolifico e indimenticabile, nei cinque anni della sua direzione realizzò una serie di importantissime regie, tra cui vanno citate:
Besucher di Botho Strauss, con Umberto Orsini e Franco Branciaroli (1989/1990).

Alla fine del 1990, nella Sala Presse dello stabilimento dismesso di Fiat di Lingotto, _Luca Ronconi allestì Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus, definito da Cesare Molinari nella Storia del Teatro edita da Laterza “un unicum nella storia del teatro contemporaneo”.

Strano Interludio di Eugene O’Neill, con Massimo De Francovich, Paola Bacci, Massimo Popolizio, Galatea Ranzi, Riccardo Bini (1991);

L’uomo difficile di Hugo von Hofmannsthal, con Marisa Fabbri, Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Galatea Ranzi, Annamaria Guarnieri, Luciano Virgilio, Massimo De Francovich, Paola Bacci, Riccardo Bini, Mauro Avogadro (1991);
Misura per Misura di William Shakespeare con Roberto Trifirò, Massimo Popolizio, Mauro Avogadro, Tommaso Ragno, Riccardo Bini, Valter Malosti, Galatea Ranzi (1992);

Affabulazione di Pier Paolo Pasolini con Marisa Fabbri, Umberto Orsini, Paola Quattrini (1993);

Pilade e Calderón di Pasolini con gli allievi della Scuola di Teatro dello Stabile di Torino (1993);

L’affare Makropulos di Karel Čapek con Mariangela Melato, Vittorio Franceschi, Luciano Virgilio, Riccardo Bini (1994);

Venezia salva di Simone Weil con Massimo Popolizio, Graziano Piazza, Giuseppe Pambieri, Mauro Avogadro (1994).

Nel 1992 fondò la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, tuttora una delle più attive e ambite in Italia.

Anche quando Ronconi si trasferì prima a Roma e poi a Milano come Direttore del Piccolo, continuò a collaborare con lo Stabile di Torino.

Tra Ronconi personaggio schivo e silenzioso e la Città sabauda, restia per antonomasia a facili innamoramenti e proclami ad voce alta, era nata un’intesa che andava oltre il teatro.

Correlato:  Teatro a Corte: le più suggestive dimore sabaude del Piemonte diventano protagoniste

Risultano appropriate, per ricordare il Maestro – nato a Tunisi l’8 marzo 1933 – le parole di cordoglio del Presidente Emerito, Giorgio Napolitano, diffuse attraverso l’ufficio stampa del Piccolo Teatro di Milano: “Con la morte di Luca Ronconi il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo subisce una nuova, grave e dolorosa ferita.

Egli era da lungo tempo per generale riconoscimento, anche fuori d’Italia, la più originale e forte personalità di regista del teatro di prosa e del teatro d’opera. Era succeduto idealmente a Giorgio Strehler, facendo anch’egli del Piccolo Teatro di Milano la sua casa, il centro delle sue molteplici prestazioni e invenzioni.

Diede prova della sua sensibilità artistica e politica volendo anche allestire per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia una splendida mostra dei capolavori d’arte delle Regioni italiane nei sontuosi ambienti della Venaria a Torino. Desidero esprimere la mia commossa vicinanza a quanti hanno operato con lui, hanno tratto insegnamenti dal suo ineguagliabile magistero”.

Roberto Mazzone

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here