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C’era una volta… il carnevale di piazza Vittorio

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c'era una volta il carnevale di piazza vittorio
c'era una volta il carnevale di piazza vittorio

Siamo abituati a vederla così, austera, con i tram di passaggio, i dehors dei locali che sia affacciano sulla stessa, il Po e il monte dei Cappuccini che le fanno da contorno, ma non è sempre stata così, almeno nel periodo carnevalizio: piazza Vittorio Veneto, una della piazza più grande d’ Europa si dipingeva di colori.

Fin dall’ 800 infatti la grande piazza era l’ epicentro della festa stessa in città, e chiamava intorno a sé molte persone anche all’ infuori delle mura cittadine, il carnevale torinese era infatti molto famoso e ha continuato ad esserlo per circa un secolo.

La festa coinvolgeva anche le vie limitrofe, e proseguiva tramite via Po fino in piazza Castello.

c'era una volta il carnevale di piazza vittorio

Nella piazza principale trovavano posto tutte le caratteristiche giostre: dagli autoscontri ai pungiball, dal tiro a segno al lancio nelle bocce piene d’ acqua, ma andando ancora più indietro nel tempo anche i caratteristici giochi circensi con i nani, la donna cannone o la classica giostra con i cavalli. Tra le svariate attrazioni che hanno trovato posto in queste rassegne di festa anche una ruota panoramica (1967) e un pallone aerostatico.

Intorno alle giostre trovavano posto  le bancarelle di prodotti dolciari, zucchero filato, e i cafe intorno alla piazza si addobbavano per l’ occasione.

Si teneva anche una grande sfilata che partiva da piazza Vittorio verso il centro città, con la sfilata allegorica dei carri con al seguito Gianduja e Giacometta (le maschere di Torino nate circa 300 anni fa dalle maestranze di un bottegaio e che, nella versione maschile, ha battezzato anche il famoso cioccolatino torinese).

c'era una volta il carnevale di piazza vittorio
c’era una volta il carnevale di piazza vittorio

Al passaggio della sfilata si assisteva  ad una vera e propria “ticker-tape parade“ in salsa sabauda: dai balconi di via Po, addobbati a festa, avveniva  un intenso lancio di coriandoli esattamente come avviene ancora oggi a New York quando si festeggia un’ impresa speciale, o si commemora un avvenimento importante.

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A chiudere la sfilata si allestiva in piazza Castello un enorme fantoccio a cui si dava fuoco e così, al consumarsi del “Babaciu”, si esauriva anche la festa.

Il tutto si concluse nel 1986, quando il prefetto di allora, Sparano Luigi, con un’ ordinanza, vietò che la piazza venisse usata a tale scopo e il bello spettacolo finì, lasciando a noi  il ricordo di vecchie foto in bianco e nero, che portano con se un velo di malinconia.

 

Alessandro Rigitano

 

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