Home Cronaca di Torino Sciopero taxi, 24 ore di stop a Torino

Sciopero taxi, 24 ore di stop a Torino

2
SHARE
Sciopero taxi, 24 ore di stop a Torino
Sciopero taxi, 24 ore di stop a Torino

In occasione dell’Assemblea indetta davanti all’Authority dei Trasporti, i tassisti di Torino oggi sciopereranno per 24 ore per protestare contro il fenomeno crescente di Uber, il nuovo trasporto automobilistico privato “2.0” che ultimamente sta prendendo piede anche nella nostra città.

Negli scorsi giorni i tassisti torinesi, insieme con quelli di molte altre città italiane, si sono scontrati con le istituzioni locali, chiedendo a gran voce il blocco di Uber e l’emissione di un’ordinanza che lo dichiari ufficialmente illegale.
Tuttavia il Sindaco Piero Fassino ha tentato di spiegare agli automobilisti in protesta che una qualunque ordinanza contro il servizio Uber risulterebbe ridondante in quanto, secondo la legge del gennaio 1992 che regola il trasporto pubblico dei cittadini, il neonato servizio sarebbe illegale.

Al di là delle polemiche nelle alte sfere lo sciopero di oggi potrebbe anche ritorcersi contro gli stessi tassisti i cui clienti, appiedati per cause di forza maggiore, potrebbero rivolgersi in massa a Uber e ai suoi autisti.
Ma che cos’è esattamente Uber e perché fa tanto inviperire i tassisti di Torino e non solo?

Ulysse_2

Uber è sostanzialmente un nuovo modo fare “servizio navetta” in città, basato sulla possibilità di avere un contatto diretto con un autista attraverso un’apposita applicazione mobile che con un semplice click e un messaggio di testo permette al passeggero di seguire passo passo la vettura che sta aspettando e, ovviamente, di prenotarla secondo le proprie preferenze.

Il cliente può pagare con carta di credito e il conto finale viene calcolato con modalità simili a quelle proprie di un tassametro convenzionale. Rispetto ai taxi pubblici Uber offrirebbe più qualità, più puntualità e più precisione, con autisti con vetture selezionate ma anche, nel caso di UberPOP, senza la licenza dovuta.

Tutte queste caratteristiche, unite al fatto che Uber non fa parte del tradizionale servizio di trasporto pubblico cui siamo avvezzi, hanno condotto la categoria dei tassisti e protestare e le istituzioni a dover intervenire per arginare, o quantomeno cercare di comprendere, un fenomeno ai limiti estremi della legalità e che di fatto mina il sopracitato gruppo di lavoratori.

Che Uber, adeguatamente modificato per rientrare negli standard della legalità imposti dal nostro paese e dall’Unione Europea, sia il futuro non è dato saperlo, resta però il fatto che oggi i taxi di Torino non saranno in servizio e che la polemica è appena all’inizio.

Francesca Palumbo

Commenti

Correlato:  Palazzo Nuovo, chiuso per Amianto

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here