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Addio al cinema Arlecchino

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Addio al cinema Arlecchino Torino
Addio al cinema Arlecchino Torino

Chi vive in Crocetta sicuramente se ne sarà accorto, da mesi ormai le saracinesche dello storico cinema sono abbassate e, purtroppo, probabilmente non si alzeranno più.

La storia è sempre la stessa, la morsa della crisi che non molla, uscite troppo alte ed entrate basse, ma c’è di più.

Le cause vanno ricercate anche in altri ambiti. La città ha visto la nascita di molti poli cinematografici intorno ai centri commerciali e le sale storiche presenti da sempre a Torino si sono viste diminuire di molto l’ ossigeno, e l’ asfissia si è puntualmente presentata.

Ne hanno fatto le spese la grande sala Lux (rinata in seguito a lavori di ammodernamento), il Capitol di fronte ai giardini “la marmora”, il cinema Adua in corso Giulio Cesare, Il Fiamma in corso Trapani, quelli a luci rosse Alexandra in via Sacchi, e Hollywood in corso Regina Margherita, e ora l’ Arlecchino.

Addio al cinema Arlecchino
Addio al cinema Arlecchino

Una lunga lista a cui potrebbero aggiungersi altre sale se il vento che soffia in questo momento non cambiasse.

Stiamo assistendo ad un cambiamento nella cultura cinematografica dei torinesi, il cinema resta luogo di aggregazione ma cambia il momento in cui si gode dello spettacolo, lo si fa nel post cena o nel pre-serata, e i centri commerciali colgono e spingono questa voglia di cambiamento, nonostante abbiano i prezzi mediamente più alti della concorrenza “storica” , che offre spesso visioni a prezzi ridotti in certe serate della settimana, o ad alcune categorie come possono essere le donne o gli anziani.

Questo tipo di politica è fatta per cercare di restare a galla, perché prevale la voglia di resistere, di combattere e continuare a far vivere quei luoghi storici che hanno di fatto scritto la storia di questa arte nel capoluogo torinese, ma a volte non basta.

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Addio al cinema Arlecchino
Addio al cinema Arlecchino

Questa volta è stato il turno del cinema di corso Sommelier, strozzato dalla posizione adiacente a due discoteche, dalla mancanza di parcheggio, da una zona, la Crocetta, non adatta ad ospitare attività commerciali di questo tipo, dall’ antichità della struttura che in assenza di manutenzione ha evidenziato tutti i suoi limiti.

Il film visionati in questi sedi storiche sono “vissuti” in un altro modo: l’ Arlecchino, come gli altri cinema retrò, molte volte offrono pellicole di qualità, cosa che nelle grandi sale non sempre accade poiché ci si deve inchinare al dio denaro che molto spesso non fa rima con eccellenza.

Con l’ Arlecchino Torino perde un pezzo di storia, un pezzo di città che se ne va, in silenzio, nell’ indifferenza generale e, forse, questo è quello che fa più male.

 

A. Rigitano

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