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San Sebastiano al Castello di Miradolo: una buona occasione per andare in montagna anche senza neve.

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San Sebastiano al Castello di Miradolo: una buona occasione per andare in montagna anche senza neve.
San Sebastiano al Castello di Miradolo: una buona occasione per andare in montagna anche senza neve.

Fino al prossimo 8 marzo c’è tempo per visitare la grande – e celebratissima e pubblicizzatissima – mostra dedicata a San Sebastiano, curata da Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Antonio D’Amico.

A proporre la mostra-evento è la Fondazione Cosso, presieduta da Maria Luisa Cosso, nell’affascinante cornice del Castello di Miradolo, a pochi chilometri da Torino.

Il Castello è un maniero neo gotico, da poco restaurato, immerso in uno dei più lussureggianti parchi romantici del Piemonte, ai piedi delle colline di Pinerolo, all’imbocco della Val Chisone e della Val Pellice.

I due curatori hanno selezionato oltre quaranta capolavori, dal Rinascimento al Seicento inoltrato, secoli in cui la storia dell’arte ci ha offerto grandi e straordinari capolavori.

San Sebastiano al Castello di Miradolo: una buona occasione per andare in montagna anche senza neve.

I nomi che si vedono, percorrendo l’interessante percorso sono di tutto rispetto: Andrea della Robbia che modella l’anatomia del giovane Sebastiano con grande raffinatezza. e Ludovico Carracci che interpreta il secolo della grande Riforma Cattolica mostrandoci un santo-atleta gentile che cita passi di danza e si muove leggiadro nei meandri della fede.

Lo splendido paesaggio è la scena suggestiva che ospita la Vergine col Bambino e uno statuario Sebastiano, dipinto da Paris Bordone, che ci guarda e assiste silenzioso al mistico dialogo. Compagno ideale è il solitario e meditabondo San Sebastiano di Tiziano che proviene da una importante collezione privata americana e che giunge in Italia per la seconda volta.

E inoltre Rubens, un inedito Guercino e un meraviglioso Guido Reni. La narrazione trova due capisaldi nel Mattia Preti di Capodimonte e nei Luca Giordano che cavalcano il Seicento e aprono il secolo successivo lasciandosi alla spalle la pittura di verità e la ritualità del vero.

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Insomma una mostra di tutto rispetto, con nomi che possono – già solo per quello – attirare folle anche di meno esperti per ammirare una delle iconografie più affascinanti di uno dei santi più rappresentati nella storia dell’arte e grandi star della pittura italiana.

San Sebastiano al Castello di Miradolo: una buona occasione per andare in montagna anche senza neve.

E tutto questo non in qualche centralissimo museo di una qualche capitale europea, ma in un affascinante castello a pochi km da Torino – quasi in montagna – che ha il pregio di rilassare già solo per il parco intorno.

Forse per i più pigri, il viaggio da affrontare rende meno allettante la visita.

Ma sicuramente è un’occasione più unica che rara di ammirare capolavori dei maggiori artisti della storia dell’arte italiana. E poi Vittorio Sgarbi potrà piacere o meno come personaggio ma quando si tratta di organizzare e allestire mostre – oltre che per la capacità di riunire più maestri della pittura insieme – è un vero maestro.

Insomma ecco un motivo valido, per andare in montagna anche senza neve. “San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento” fino all’8 marzo 2015 Castello di Miradolo San Secondo di Pinerolo (Torino)

 

Giulia Copersito

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