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Lavazza muove d’oltralpe: 600 milioni per L’Or e Grand’Mère

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Lavazza muove d'oltralpe: 600 milioni per L'Or e Grand'Mère
Lavazza muove d'oltralpe: 600 milioni per L'Or e Grand'Mère

Assorbire, 600 milioni alla mano, L’Or e Grand’Mère e diventare il colosso numero uno del caffè. Con questa mossa Lavazza supererebbe persino Nestlé, al momento medaglia d’oro nel settore.

L’acquisizione, da parte dell’azienda torinese, è passata di buon occhio alle società Mondelez e Deb, detentrici dei due marchi francesi. L’unico scoglio è la Commissione Ue che intende evitare un trust del caffè tramite la fusione dei due marchi in uno solo e avente in totale il 60% di quote di mercato francesi.

Questo problema in realtà Lavazza lo ha già risolto in parte perché nell’offerta fatta per L’Or e Grand’Mère non vi è una parte dedicata ai siti industriali di Adriezeu e Montpellier.

Così facendo non solo lascerebbe la produzione del macinato e delle capsule, arrivando ad avere tutte le carte in regola per l’incorporazione dei due marchi, bensì porterebbe ad incentivare ed ampliare attività e impianti nel territorio sabaudo.

Lavazza muove d'oltralpe: 600 milioni per L'Or e Grand'Mère
Lavazza muove d’oltralpe: 600 milioni per L’Or e Grand’Mère

 

L’amministratore delegato di Lavazza, Antonio Baravalle ha dichiarato: “Siamo fiduciosi che l’acquisizione possa chiudersi nel corso del 2015”. Cosa che in realtà sembra desiderio anche di Bruxelles, visti i notevoli passi avanti e le condizioni poste per terminare l’aggregazione.

Nel frattempo il marchio made in Torino ha già creato un distaccamento, Lavazza France, cui il prossimo obiettivo sarà: “arrivare negli anni avvenire a 2 miliardi di fatturato, raddoppiando i ricavi all’estero: il minimo per poter partecipare al processo di consolidamento globale del settore”.

Anche se la cifra di 600 milioni può sembrare alta, e certamente bassa non è, per Lavazza non è un grosso problema; si tenga presente che nel 2013 ha chiuso con un con un +0,7% per un totale di ricavi di 1,34 miliardi, un Ebitda (cifra lorda intascata) di 245 milioni circa e un saldo in cassa di quasi 400 milioni.

Insomma, devono farlo proprio buono questo caffè!

 

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Damiano Grilli

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