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Il processo Stamina resta a Torino

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Il processo Stamina resta a Torino
Il processo Stamina resta a Torino

Il processo Stamina resta a Torino, almeno fino all’ottanta per cento. Non è stata accolta, infatti, la richiesta dei difensori di Davide Vannoni, che volevano trasferire tutto il procedimento giudiziario a Trieste e Brescia.

Proprio nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, infatti, lavorava Mario Andolina, ex medico dell’ospedale Garofalo e braccio destro di Vannoni, mentre a Brescia si trovava il laboratorio sequestrato dal Tribunale di Torino: il team difensivo di Vannoni si è perciò appellato a questioni di competenza territoriale.

Il processo Stamina resta a Torino
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Il pm Raffaele Guariniello si è fermamente opposto alle richieste dei difensori di Vannoni, in quanto «C’è un quadro generale che ha diverse tessere, ma tutte rientrano in un disegno complessivo ideato da una persona di Torino».

Il processo Stamina resta a Torino
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L’unica vittoria ottenuta dal team difensivo degli imputati è il trasferimento a Trieste di un procedimento collaterale, quello per peculato a carico di Andolina, come deciso dal Gup di Torino Giorgio Potito. Il procedimento più importante, quello legato all’organizzazione Stamina, resta invece a Torino, dove l’inchiesta è cominciata. Vannoni e i suoi collaboratori verranno quindi giudicati per associazione a delinquere e truffa.

Il processo Stamina resta a Torino
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Per alcuni, però, le vie giudiziarie potrebbero abbreviarsi: è stata infatti avanzata la richiesta di patteggiamento per Roberto Ferro del Poliambulatorio Lisa di Carmagnola, mentre il responsabile dell’ufficio ricerca e sperimentazione dell’Aifa, Carlo Tomino, così come il medico torinese Andrea Losana, ha richiesto il rito abbreviato. Vanno quindi al processo gli altri dieci imputati.

Si tratterà in ogni caso di uno dei processi più importanti del 2015, visto che la rete costruita da Vannoni e dai suoi collaboratori coinvolgeva pazienti provenienti da tutta la penisola.

Giulia Ongaro

 

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