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13 gennaio 1909: decollava il primo aereo italiano

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13 gennaio 1909, in Piazza D’Armi decollava il primo aereo italiano
13 gennaio 1909, in Piazza D’Armi decollava il primo aereo italiano

Nella giornata di oggi di ben 108 anni fa sulla Piazza D’Armi di Venaria Reale decollava il primo aeroplano di costruzione italiana.

Il velivolo, per la precisione un triplano, fu progettato e ideato dall’ Ing. Aristide Faccioli (primo direttore tecnico della FIAT) per la Società Piemontese Automobili.

In quell’occasione il triplano coprì in volo la distanza di circa 60 mt a 5 mt di altezza da terra nei pressi dell’Ippodromo di Mirafiori, migliorando le prestazioni che un anno prima, nel 1908, un biplano aveva ottenuto guidato dal pilota transalpino Ferdinand Leon Delagrange.

Questo piccolo decollo (all’epoca eccezionale) insieme con gli studi condotti sull’aviazione e con l’impegno profuso da tecnici e ingegneri del settore, portò la Torino del secolo scorso ad essere una delle città più innovative al mondo in fatto di aviazione.

Già nel corso dell’800 infatti a Torino erano stati condotti studi approfonditi sul volo, a cominciare dai palloni aerostatici e a proseguire con la creazione di velivoli mano a mano più all’avanguardia fino al approdare al triplano di cui sopra.

Da quel giorno in avanti, nel corso del ‘900, i progressi nel campo dell’aviazione compiuti dalla nostra città rivestirono un’importanza notevole, anche a fronte del primo conflitto mondiale imminente.

13 gennaio 1909, in Piazza D’Armi decollava il primo aereo italiano
13 gennaio 1909, in Piazza D’Armi decollava il primo aereo italiano

 

105 anni fa Torino visse un momento di grande orgoglio cittadino quando Mario Faccioli, figlio dell’Ing. Aristide che progettò il velivolo, riuscì ad attraversare il cielo anche se solo per pochi metri e da un’altezza ridotta.

I mesi che seguirono in ogni caso furono di grande ispirazione per il padre del pilota che riuscì mano a mano che i suoi studi si approfondivano a perfezionare l’aeroplano fino a riuscire a coprire distanze sempre più significative.

In quegli anni l’amore per il volo riuscì a superare i limiti strutturali del tempo e il velivolo dell’Ing. Faccioli ha di fatto scritto una pagina della storia di Torino.

Francesca Palumbo

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